MARTINSICURO – Potrebbe essere aperto prossimamente il Museo Archeologico allestito presso la Torre Carlo V e i locali dell’adiacente Casa Doganale. Procedono i lavori all’interno dell’edificio per adeguare le stanze con l’attrezzatura necessaria ad ospitare i numerosi reperti provenienti da scavi archeologici presso numerosi siti della Val Vibrata. Sono di recente allestimento una camera blindata per la conservazione dei reperti più importanti e l’impianto di sicurezza e controllo dei locali.

In fase di ultimazione anche un laboratorio attrezzato per la pulitura, catalogazione e classificazione dei reperti rinvenuti nei siti archeologici della Val Vibrata, e già si è provveduto all’acquisto delle teche che ospiteranno, tra gli altri, anche i ritrovamenti effettuati nel corso degli scavi a Colle di Marzio negli anni 2003-2004.

Torneranno a casa anche molti reperti rinvenuti negli anni ‘90 a Castrum Truentinum, ed ospitati attualmente in altri musei della regione. Ma la Torre Carlo V sarà anche punto di riferimento per le scolaresche per visite guidate e laboratori didattici, nei quali si insegnerà ai bambini come trattare i reperti antichi e a vivere in prima persona la storia locale. Prevista anche la ricostruzione di una tomba di età tardo romana (V-VI secolo d.C).

«Già nel 1991 con gli scavi a Castrum Truentinum – ha spiegato Andrea Staffa, ispettore della Sovrintendenza Archeologica per i Beni culturali di Chieti, nonchè direttore del futuro museo archeologico – si è cominciato a sentire il bisogno di avere un luogo apposito in cui poter conservare i vari reperti rinvenuti. Grazie ai fondi avuti dalla Comunità Europea per il restauro della Torre, si è pensato di utilizzare poi i locali messi nuovo per ospitare il museo. E così finalmente possiamo dire che i lavori sono in dirittura d’arrivo e le sale espositive potrebbero essere aperte molto presto».

L’uso del condizionale è d’obbligo, dato che il sovrintendente spiega che, per ultimare i lavori necessari all’apertura al pubblico, è necessaria una somma relativamente irrisoria, circa trentamila euro, ma che purtroppo ancora non si ha a disposizione.

«Attualmente la Sovrintendenza è in contatto con la Tercas di Teramo – ha proseguito Staffa – che già negli anni passati si è mostrata molto sensibile alla valorizzazione dei beni culturali nel territorio della Val Vibrata e che anche stavolta potrebbe essere disponibile a supportare il progetto. Ma c’è da dire che se la passata amministrazione, invece di cedere ai personalismi e alle liti interne si fosse concentrata un po’ di più sul museo e avesse messo in bilancio la somma necessaria per la sua apertura, sicuramente saremmo riusciti ad inaugurarlo in occasione di questa stagione turistica».

Per il momento quindi, sono aperti al pubblico solo alcuni locali della Casa Doganale, che, ospitando il Centro di Educazione Ambientale “Scuola Blu”, organizza periodicamente per le scolaresche dei corsi attinenti all’educazione e al rispetto per l’ambiente.

La Torre Carlo V invece attualmente ospita in deposito i materiali rinvenuti negli scavi archeologici della Val Vibrata, in attesa di poter finalmente spalancare le porte al pubblico.

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