Italia–Ucraina 2-0 (parziali 0-0, 2-0, 0-0)
ITALIA: Rasulo, Vasile, Casarsa, Fruzzetti, Galli, Pasquali, Carotenuto, Agostini, Soria, Della Torre. Allenatore: Agostini
UCRAINA: Sydorenko, Kochin, Kostenko, Pylypenko, Zubenko, Klinovskiy, Varenytsya, Yedokymov, Golovin, Gladchenko. Allenatore: Zaloylo
Arbitri: Fassler (Svizzera), Sarmiento (Spagna)
Marcatori: nel st al 4’ e all’8’ Vasile
Ammoniti: Vasile (I), Fruzzetti (I), Klinovskiy (U)
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Troppa grazia Italia. Tanto soffrire nelle prime due gare, quasi una formalità, con il rispetto dovuto agli avversari, che pure non hanno sfigurato, nel corso della finalissima. Gli Azzurri superano 2-0 l’Ucraina, formazione che aveva sempre battuto gli Azzurri nei precedenti incontri – finale per il terzo posto dell’Eurolega 2004 ed Eurocup di Mosca, dicembre 2005 – aggiudicandosi la tappa inaugurale dell’Eurolega 2006.
I primi 12 punti della manifestazione vanno dunque alla compagine di mister Agostini – ai gialloblu, secondi, ne spettano invece 10 – che ora si prepara a disputare il secondo atto a Tignes, in Francia, venerdì prossimo. Un buon viatico insomma, in vista dei restanti tre appuntamenti che precederanno la fase finale di Marsiglia, dal 25 al 27 agosto (vi accederanno solo le prime quattro squadre).
Fino a domani però vale la pena godersi questo successo, giunto al termine di un match mai in discussione, che l’Italia ha fatto proprio attraverso una condotta autoritaria, priva di sbavature. Segnali di crescita, segnali che fanno ben sperare in prospettiva, soprattutto se si pensa che il tecnico azzurro, pur avendo cambiato due pedine – in tribuna Leghissa e Feudi, dentro lo stesso Agostini e Francesco Vasile, quest’ultimo difensore militante nella Promozione calabrese, col Nuova Audace, e che oggi, seppur reduce da un risentimento muscolare, ha deciso il match con una splendida doppietta – ha ottenuto lo stesso risultato. Anzi, decisamente migliore. Quintetto solido dietro e pungente in avanti, con capitan Fruzzetti anima e cervello. Poco importa allora se l’idolo Pasquale Carotenuto è rimasto a secco, vanificando la personale rincorsa alla classifica cannonieri, vinta dallo svizzero Meier.
Ma andiamo per gradi. Agostini schiera in avvio lo stesso quintetto della semifinale di ieri: Rasulo tra i pali, Galli dietro, Fruzzetti e Pasquali a supporto della punta Carotenuto. La prima emozione dell’incontro è marchiata dallo stesso bomber campano: al 3′ infatti il numero 8 azzurro si esibisce in una rovescaite delle sue, la palla incoccia la traversa e batte sulla sabbia. Al di qua oppure al di là della linea? Gli arbitri fanno proseguire. Al 5′ ci prova Fruzzetti dalla distanza: la palla lambisce l’incrocio dei pali. Al 7′ Pasquali serve il capitano che dentro l’area di rigore ospite tenta un delizioso pallonetto. Bella l’idea, peccato per l’imprecisione. All’11’ si fa vedere l’Ucraina, che dalla trequarti, con Pylypenko, impegna severamente Rasulo, costretto a distendersi per deviare la sfera in angolo.
A pochi secondi dalla fine della prima frazione di gioco Soria, subentrato a Carotenuto, ha l’occasione buona per sbloccare il risultato, su invito di Galli, ma la sua girata è sbilenca.
Secondo tempo. Pronti, via Fruzzetti colpisce la traversa direttamente su un calcio di punizione. Dopo un minuto il leader azzurro pesca Soria sull’out destro: il numero 19 dell’Italia calcia a lato. Al 3′ padroni di casa in vantaggio, grazie ad un’invenzione di Vasile che alza la palla e al volo la indirizza nell’angolino alla destra di Sydorenko, là dove non può arrivare. Beach Stadium in estasi. Si replica al 7’0 quando sempre Vasile gonfia la rete per la seconda volta con un preciso colpo di testa su invito di Pasquali. 2-0 Italia e risultato in cassaforte. Match colorato di azzurro anche nei minuti successivi: occasioni per Pasquali e Carotenuto, che all’11’, in rovesciata, trova il terzo palo della partita.
Terzo tempo tutto sommato abbastanza tranquillo per i padroni di casa. L’Ucraina prova subito a fare la voce grossa – conclusione insidiosissima di Klinovskiy al 1′: Rasulo si oppone alla grande, anche sul tap in di Varenytsya. Taccuino pressochè vuoto per il resto, se non per segnare le ammonizioni di Vasile, Fruzzetti e Klinovskiy e l’entrata in campo, a un minuto dal termine, di mister Agostini. Finisce così, con l’Italia che alza al cielo il Trofeo Fiat e che ora guarda alla tappa francese convinta di avere le carte in regola per difendere il titolo di campioni d’Europa.
LE ALTRE FINALI Detto del successo degli Azzurri e del conseguente secondo posto dell’Ucraina, nel pomeriggio si erano disputate le altre finali. Terzo posto per il Portogallo, che ha battuto la Svizzera 4-1. Sul quinto “gradino” la Francia di Eric Cantona, al quale prima della finale è andato il Premio Enel (a consegnare il premio Massimo Agostini), per «l’impegno con cui il campione transalpino promuove i valori dello sport e del fair play», vittoriosa sulla Spagna 5-3. Ultimo posto invece per la Grecia, subissata di reti dalla Polonia (5-1).
Infine segnaliamo che al termine delle gare sono stati premiati Nico e Meier, della Svizzera, rispettivamente come miglior portiere e capocannoniere della competizione. Miglior giocatore invece l’italiano Carotenuto.
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