CUPRA MARITTIMA – In alto i calici: si festeggia la Samb. Dopo il bagno di folla del Riviera del Palme a margine di Samb-Lumezzane, che si è protratto ben oltre il triplice fischio di chiusura del signor Domenico Celi di Campobasso, con cori, bandiere e il più che doveroso tributo ai calciatori protagonisti di un’impresa a dir poco storica, ieri sera, presso lo chalet La Perla dell’imprenditore Sergio Spina, tutta la squadra, assieme allo staff tecnico, da Francesco Chimenti a Remo Croci, da Roberto Beni a Luigi Zaini, da Luigi Voltattorni a Daniele Catto, ha festeggiato la salvezza con una cena di commiato condita da canti, balli e tanta allegria.
E l’annata, tanto tribolata quanto entusiasmante – almeno sul campo – è terminata con il ringraziamento da parte di Zanetti e soci a chi, più di ogni altro, ha aiutato la squadra nei momenti difficili, pagando trasferte e offrendo i ritiri pre-partita. Spina insomma ha incarnato il simbolo numero uno di una città che si è stretta attorno alla compagine rossoblu, non facendole mai mancare un sostegno di tipo economico e morale. I ragazzi hanno risposto alla loro maniera, centrando una salvezza a dir poco insperata.
Festeggiamo ancora per molto dunque, con la speranza che qualcuno presto vorrà investire sul sodalizio di Viale dello Sport, sulla città, sulla tifoseria, su tutti quelli che in questi mesi difficilissimi non hanno mai mollato, alimentando un sogno che ieri pomeriggio, intorno alle 18, ha assunto i contorni della realtà. San Benedetto merita di stare, quantomeno, dove sta.
E allora, in attesa del brindisi più bello, godiamoci ancora per un po’ un pezzo di storia scritta a più mani.
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