Di cosa si occupa e come ha iniziato ad interessarsi della storia della città?
Ho iniziato ad interessarmi di S. Benedetto con Sambenedetto Oggi, dove ricostruivo le storie delle famiglie della città. Questa passione mi ha portato ad iscrivermi alla Facoltà di Beni Culturali di Macerata, con inidirzzo archivistico.
“San Benedetto del Tronto, città adriatica d’Europa? è il suo quinto volume. Come mai ha incentrato la sua attenzione sulla città?
Dopo essermi occupato del mare mi sembrava giusto occuparmi di tutta S. Benedetto. Il libro, tradotto in cinque lingue, oltre ad un’introduzione sugli aspetti sociali, economici e geografici, ha anche una sezione dedicata alla storia. Nel volume, è possibile trovare delle schede informative sui monumenti, sui luoghi e sugli edifici più significativi. Il libro ospita poi una sezione dedicata allo sviluppo demografico di S. Benedetto che ripercorre anche l’origine delle famiglie della città. Infine c’è una parte fotografica con le immagini di Adriano Cellini.
Quali sono gli aspetti a cui ha voluto dare maggior risalto?
Ho puntato sulla presentazione di luoghi inediti della città: dalla storia delle fontane alle grotte del Paese Alto, da un progetto inedito della Chiesa della Marina alla storia del faro.
Che idea si è fatto della storia di S. Benedetto?
Penso di aver avuto un grande privilegio lavorando sulla città, percè ho scoperto cose a cui prima non avevo mai fatto caso. S. Benedetto non ha niente da invidiare ai centri più grandi, e rappresenta la vetrina di tutto il Piceno, luogo di partenza per tutto l’entroterra. Il vantaggio della città è quello di rivestire, essendo stata una città di confine, un ruolo importante nella comunicazione e nel commercio.
Di cosa parlano gli altri libri che ha pubblicato?
Il primo libro è stato “Il colera morbus? del 2002, e tratta delle epidemie di colera che hanno interessato S. Benedetto nel XIX secolo. Poi è stata la volta nel 2003 de “Nel nome del pane?, sull’omicidio di Nardone e del carabiniere Ceci.Nel giugno 2004 ho pubblicato “Il nostro mare?, un volume fotografico edito dalla Provincia, ed infine nel dicembre 2004 è uscito “Sanctus Benedictus Martyr?, un inventario dei beni patrimoniali della chiesa di S. Benedetto Martire al Paese Alto.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Attualmente sto lavorando alla tesi, dopo la quale vorrei prendermi un momento di meritato riposo. Una cosa su cui mi piacerebbe puntare in futuro sarebbe creare una banca dati che permetta di non dimenticare l’esperienza dei nostri marinai. Dopo i due volumi sul mare e sulla città mi sono reso conto che intervistando gli anziani si potrebbe venire a conoscenza delle tecniche di pesca, dei modi in cui è cambiata, degli usi e costumi della città. Bisognerebbe mantenere la memoria attraverso le fonti dirette che gli anziani possono costituire. Infine sto raccogliendo le informazioni sui naufragi ed i morti in mare dal 1600 ad oggi.

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