Droga, alcol, fumo, gioco d’azzardo, doping, anoressia, bulimia: come intervenire per debellarli? Di questo e di altri argomenti si è discusso nelle prime due giornate del convegno ‘Sistemi di interventi sulle dipendenze: la cornice europea, le evidenze scientifiche e le buone pratiche’, in corso a Pesaro.

Al centro del dibattito, al quale hanno partecipato numerosi esperti e operatori dei servizi pubblici e privati, l’individuazione di interventi affidabili di prevenzione, cura e di riabilitazione. Interventi quasi sempre complessi che richiedono– è stato concordemente rilevato – il coinvolgimento di tutte le figure professionali che operano nei servizi pubblici, per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute.

Il convegno, organizzato dall’associazione Itaca Italia, dal Comune di Pesaro, dall’Asur, Zona Territoriale numero 1 di Pesaro con il patrocinio della Regione Marche, si articola in sessioni, workshop tematici, e sessioni di comunicazione. Nella giornata odierna, si è discusso sulle innovazioni delle offerte di trattamento del sistema territoriale.

I lavori si concluderanno domani con il dibattito sul tema della governance regionale, al quale parteciperà, tra gli altri, l’assessore regionale alle Politiche sociali, Marcello Secchiamoli. La conclusione dei lavori sarà affidata all’assessore regionale alla Sanità, Augusto Melappioni.

I fenomeni più allarmanti nelle nostra regione restano la tossicopendenza e l’alcolismo. Sono 4.500 nelle Marche i soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti, un fenomeno in crescita (più 25 per cento) che desta non poca preoccupazione. L’eroina è la droga più usata; la fascia di popolazione maggiormente interessata è costituita dai trentenni, ma l’età del primo approccio tende scendere rapidamente.Un nono degli utenti che si rivolgono alle strutture pubbliche proviene da altre regioni.

I tossicodipendenti detenuti negli istituti penitenziari delle Marche sono 203. Il dato, contenuto nell’atto di riordino del sistema regionale dei servizi per le tossicodipendenze, si basa su rilevazioni effettuate nel 2003. Si tratta, in genere, di soggetti con gravi difficoltà di carattere fisico e psichico derivanti dalla condizione detentiva, dall’interruzione traumatica dell’uso della droga e dalla mancanza di motivazioni adeguate a farli uscire dal tunnel della tossicodipendenza.

Preoccupa poi il numero dei detenuti suicidi. “Solo nelle carceri di Pesaro – spiega Daniela Grilli del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria delle Marche – nel 2003 si sono verificati 8 decessi: il numero più elevato delle Marche, nonostante l’elevata qualità dei servizi di cura e di riabilitazione territoriale”. Le vittime sono detenuti di sesso maschile, di età compresa tra i 25 e 30 anni, in carcere da meno di sei mesi e in attesa di giudizio. Nella maggior parte dei casi, il disagio psichico non si manifesta improvvisamente, ma è preceduto quasi sempre da richieste di aiuto.

L’intervento di recupero punta a creare una rete di progetti alternativi alla detenzione carceraria (ambulatori strutturati, centri diurni, comunità residenziali, programmi semiresidenziali) e di servizi post-penitenziari (case alloggio-case famiglia, comunità terapeutiche) che favoriscano la riabilitazione e l’inclusione sociale.

Riguardo all’alcolismo, mancano dati aggiornati sul fenomeno, che comunque è in aumento. Oltre al consumo di alcol, cresce anche l’uso concomitante di altre sostanze psicotrope, come la cocaina e la marijuana, specie nel week end. A farne uso sono soprattutto giovani tra i 16 e i 25 anni di età che solitamente non assumono alcolici negli altri giorni della settimana.

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