Anche questa settimana andiamo a conoscere meglio un gruppo di tifosi che ogni domenica, sia se la Samb giochi in casa che fuori, non fà mancare ai rossoblù, il costante e grintoso apporto vocale e numerico.

*****

I “Red Blu Canniball”
Ad aprirci le porte della propria abitazione è Mariano Baiocchi, rappresentante del suo gruppo, conosciuto con il nome di “Castel di Lama Rossoblù” o con il nomignolo di “Red Blu Canniball”. E’ un vero piacere poter scambiare due chiacchiere con questo quarantaduenne ragazzotto che ogni santo giorno si trova a vivere a soli sette chilometri di distanza da Ascoli Piceno. Ci accoglie con tanta disponibilità e tanta voglia di voler raccontare il suo modo di vedere il tifo e il calcio che possiamo definire “vecchio stampo”.

Mariano, ci racconti brevemente la storia del tuo gruppo?
“I tifosi della Sambenedettese a Castel di Lama hanno origini vecchissime. Sin dagli anni in cui l’Ascoli Calcio era poco più di una squadretta inesistente, i nostri padri ci portavano a vedere la partita della Samb al glorioso Ballarin. Ricordo ancora molto bene quelle fantastiche giornate in cui ero poco più che un bambino e da queste parti, molte persone venivano in riviera a vedere un pò di calcio. Non abbiamo una vera e propria data di fondazione proprio perchè il nostro è un gruppo di vecchissima data, nato quasi spontaneamente e mantenutosi sempre ad alti livelli. Attualmente dovremmo essere circa un centinaio di persone che, sia in casa che in trasferta, non mancano mai di far sentire la loro voce.
Come si può rappresentare la cartina geografica del tifo a Castel di Lama?
Diciamo che è opportuno fare subito una precisazione: la parte antica di Castel di lama, quella posta sulla parte alta del paese, ha sempre tifato e, mai mancherà di farlo, la Sambenedettese. Purtroppo, dopo il terremoto che colpì la città di Ascoli negli anni settanta, molti ascolani vennero ad abitare qui nelle nostre parti, fondando quello che ora è il paese conosciuto come “Castel di Lama bassa”. Ci tengo quindi a sottolineare che le vere persone di questo paese, quelle native di queste parti, hanno sempre tenuto a cuore i colori rossoblù.
A Castel di Lama è presente anche un altro gruppo di supporters della Samb…
Sì, è un gruppo nato molto di recente. Il loro nome è “Brigata Lamense” ed è costituita soprattutto da ragazzi giovani. Sono composti da circa ottanta inscritti e, come noi, hanno come obiettivo quello di non far morire la tradizione rossoblù in questo posto.
Com’è il vostro rapporto con la “Brigata rossoblù Lamense”?
Assolutamente buono, cerchiamo di collaborare in tutti i modi e debbo dire che i risultati iniziano a vedersi. Stiamo addirittura pensando di fare un nuovo striscione unico da portare in trasferta, chissà che questa iniziativa non vada in porto già da questo campionato.
Dove siete sistemati allo stadio?
Innanzitutto mi piace ricordare che già al Ballarin eravamo presenti con lo striscione “Fedelissimi Castel di Lama”. Attualmente il nostro striscione è sistemato, nelle partite casalinghe, presso i distinti est mare.
Siete stati sempre presenti anche dopo il fallimento della Sambenedettese?
Certamente, anzi, ho qui con me una targa che la società ci regalò nell’anno dell’eccellenza. La targa recità: la Sambenedettese Calcio ringrazia i tifosi di Castel di Lama, per il costante ed incrollabile attaccamento ai colori rossoblù.
Chi è il tifoso più anziano di Castel di Lama?
Sicuramente il maresciallo Manilardi, una vera e propria enciclopedia vivente sulla Sambenedettese e la sua storia! Famosa è diventata la bandiera esposta nella sua casa a Villa S.Antonio, dopo la recente promozione della Samb. La stoffa copriva gran parte della casa e non ha mancato di provocare disturbi ai tanto odiati cuginetti ascolani!
Essendo parecchi tifosi di vecchia data, ci racconti qualche vostra trasferta curiosa che ti piace ricordare?
Rimarrà storica la traferta che facemmo il 31 dicembre 1988 a Taranto con l’auto-stop. Vincemmo per due a zero con reti di Sopranzi e Torri. Anche a Messina, nel 1985 partimmo in cinque da Castel di Lama e arrivammo nella città siciliana alle dodici. Seppur non era una partita decisiva, il clima era surriscaldato. Perdemmo per 1 a 0 con gol di Totò Schillaci. Ricordo quando dovevamo partire la domenica mattina per andare a Roma a vedere la partita della Samb contro la Lazio ma non resistemmo all’attesa e, già il sabato notte, eravamo a dormire in cinque dentro la 127 rossa nel parcheggio dello stadio Olimpico. Sono tutti bellissimi ricordi che mi emozionano ancora oggi.
E con la tua famiglia?
Mia moglie da ragazzina andava spesso allo stadio a vedere l’Ascoli. Oggi non vuole seguirmi nei vari stadi per tifare Samb, ma almeno si è tolta quell’orribile vizio che aveva. Già prima del matrimonio avevo messo la questione in chiaro: la domenica non ero reperibile per nessuno, neanche per mia moglie. Non a caso la cerimonia è avvenuta di sabato. Qualche volta porto mio figlio Simone di sei anni al Riviera, sto pian piano cercando di incuccargli il “seme rossoblù” che mio padre Giuseppe tramandò a me molto tempo fa.
Come sono i rapporti con gli altri gruppi del “Rivierà delle palme?? Ricordiamo una protesta fatta dai supporters della vallata nella trasferta dell’anno scorso a Paternò…
Quello fu un clamoroso malinteso. Noi non eravamo contrari al fatto che la società aiutava i tifosi di San Benedetto, ci mancherebbe altro. Noi volevamo qualche finanziamento anche per i sostenitori della vallata che affrontavano il viaggio con il traghetto. I nostri rapporti sono splendidi con tutti, figuriamoci se non andiamo d’accordo con chi, come noi, ha la passione per la Samb.
… e per quanto riguarda la recente contestazione di parte della tifoseria verso la famiglia Gaucci?
La società deve capire un concetto molto importante: non è possibile prendere in giro una tifoseria calda ed esigente come quella della Samb. Se i Gaucci vogliono fare un campionato di transizione e non puntare subito alla serie cadetta, per noi non c’è alcun problema, basta che lo dicano e la finiscano di continuare a promettere campionati vittoriosi con una squadra allestita per la lotta alla salvezza. Quello che noi vogliamo è più chiarezza.
E degli acquisti di Esposito e Martusciello che ne pensi?
Sono due validi giocatori che possono solamente far bene alla causa rossoblù. Hanno un’ importante esperienza ed un elevato tasso tecnico ma mi chiedo con quale voglia sono venuti a giocare qui. Se hanno le giuste motivazioni, non possono far altro che bene alla Sambenedettese.
Ci dici un vostro motto o uno slogan che meglio vi identifica?
“Noi, tifosi di trincea”, a Castel di Lama non potrebbe essere altrimenti! (ar)

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 471 volte, 1 oggi)