per vedere il video clicca sulla destra e attendi 10 secondi per il caricamento dello spot video. Riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Duemila anni di storia sotto i nostri piedi. O anche sotto i piedi degli abitanti del Paese alto di San Benedetto, ma fa lo stesso: la parte, per il tutto. Proprio così: gli scavi che sono stati condotti negli ultimi mesi al Paese alto di San Benedetto, inizialmente per la messa in sicurezza dell’area, hanno poi portato alla luce reperti di indubbio valore, relativi al periodo romano e medievale.
“Per questo motivo i lavori non sono stati ultimati in tempo utile: il ritrovamento di questi reperti, assolutamente inaspettato in questa quantità, ha ovviamente comportato una attenzione particolare – spiega l’assessore alla Cultura Margherita Sorge – Ma ad ogni modo tutto ciò vuol significare che questa città può godere di una tradizione storica molto forte, che veniva in qualche modo supposta o tramandata oralmente: adesso sappiamo che non abbiamo nulla da invidiare, storicamente, ad altre comunità. Abbiamo acquisito così un grande valore culturale e storico, cosa importante per una città alla ricerca spasmodica delle proprie radici”.
Spiega Michele Massoni, archeologo di Archeologic Snc, la ditta che si è incaricata dei lavori (in questo momento alcune parti sono state reinterrate per permettere la prosecuzione dei lavori di messa a norma): “Sono emerse alcune strutture relative alla cinta muraria medievale del Paese Alto, che vanno in parte a confermare e in parte ad integrare le supposizioni che si avevano dagli studi di archivio. Oltre a questo ci sono numerose tracce del popolamento che ha caratterizzato il sito del Paese alto dall’età romana ai nostri giorni. Le une vicine alle altre ci danno uno spaccato della vita degli ultimi duemila anni: attraverso ritrovamenti di strutture di età romana, età medievale e di epoche più recenti, come le fondamenta delle case bombardate nella seconda guerra mondiale che compaiono nei catasti fino al 1927 e sul cui sito non risulta nulla”.
Appuntamento, per la presentazione dettagliata dei ritrovamenti archeologici al pubblico a Palazzo Piacentini, mercoledì 26 ottobre, alle ore 17:30, con la professoressa Lucentini della Soprintendenza della Regione Marche e una visita guidata in via Rossini.

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Purtroppo non sono a SBT e non potrò partecipare alla presentazione.
Vorrei solo far notare che a Rimini trovarono i resti di una casa di un “dentista” del II secolo dell’era volgare. Restaurarono il tutto e la coprirono con un pannello di vetro. Dovevano farci un parcheggio (penso), invece lasciarono tutto così, con la possibilità di visitare i reperti.
Spero tanto che si riesca a fare un unico museo archeologico del Piceno. C’è tanta storia sotto i nostri piedi.