SAN BENEDETTO – Tre agenti della Polizia Ferroviaria sono stati aggrediti nella serata di ieri alla stazione ferroviaria di San Benedetto del Tronto durante un intervento richiesto dal Centro Operativo Compartimentale di Ancona.
Secondo quanto riferito in una nota sindacale, gli operatori erano intervenuti per la presenza, a bordo di un treno regionale, di un cittadino straniero privo di documenti e del titolo di viaggio. Durante l’intervento l’uomo avrebbe aggredito i tre poliziotti. Uno degli agenti, a causa delle lesioni riportate, ha dovuto ricorrere alle cure mediche.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli operatori e, soprattutto, quello degli organici delle forze di polizia nel Piceno.
Nella nota viene ricordato anche quanto accaduto il 7 febbraio 2025, quando, durante un altro intervento a San Benedetto, una poliziotta rimase gravemente ferita riportando l’amputazione della falangetta dell’indice della mano destra.
“Non possiamo e non dobbiamo aspettare che accada nuovamente qualcosa di irreparabile prima di intervenire – si legge nel documento –. La sicurezza di chi, ogni giorno, è chiamato a garantire quella degli altri deve rappresentare una priorità assoluta”.
“Polfer sotto organico del 33%”
A preoccupare il sindacato è soprattutto la situazione degli organici. Secondo i dati riportati nella nota, la Questura avrebbe una carenza di personale del 15%, la Polizia Ferroviaria del 33%, la Polizia Stradale del 23% e la Polizia Postale del 42%.
Da qui la richiesta al Ministero dell’Interno di dedicare particolare attenzione alla provincia nell’ambito del prossimo piano di potenziamento, anche per le specialità della Polizia di Stato.
Il sindacato mette inoltre sul tavolo una proposta: accogliere tutte le domande di trasferimento in entrata verso la provincia, che sarebbero poco più di quaranta.
Il numero viene confrontato con le uscite previste per pensionamento: 23 nel corso di quest’anno e altre 25 nel prossimo, per un totale di 48. Secondo il sindacato, l’arrivo degli agenti che hanno già chiesto il trasferimento nel Piceno permetterebbe quindi di compensare gran parte delle uscite previste nel biennio.
“Servono uomini, risorse e strumenti adeguati. Non possiamo chiedere sempre di più a chi, già oggi, opera in condizioni di organico fortemente deficitario. La sicurezza dei cittadini passa necessariamente dalla sicurezza di chi è chiamato a garantirla”, chiude la nota del sindacato SAP.

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