TERAMO – Secondo quanto ricostruito dalla questura, l’uomo oggetto dell’ammonizione, marocchino ma residente nel teramano da molti anni, era già conosciuto per i comportamenti violenti e ossessivamente gelosi nei confronti della moglie e dei figli. Il testo dell’ammonizione infatti parla di comportamenti aggressivi e prevaricatori, caratterizzati da violenze fisiche, offese e vessazioni.
La situazione precipita quando la figlia gli comunica di voler sposare un coetaneo italiano e di lasciare l’abitazione familiare.
Il 63enne avrebbe quindi continuato a insultare la moglie e a danneggiare mobili e oggetti presenti in casa, arrivando anche a impedirle di incontrare la figlia. Quest’ultima, secondo quanto riferito dalla Polizia, sarebbe stata inoltre sottoposta a controlli e pedinamenti da parte del padre.
In uno degli episodi ricostruiti, risalente allo scorso anno, l’uomo avrebbe aggredito la moglie con pugni e schiaffi, stringendola anche al collo. In altre circostanze avrebbe minacciato la donna e il figlio con un coltello.
L’ultimo episodio segnalato risale a giugno. Durante una lite il 63enne avrebbe prima aggredito moglie e figlia lanciando dei sassi, per poi scagliarsi contro il figlio intervenuto in loro difesa, colpendolo con dei pugni e minacciandolo con un frammento di vetro.
Alla luce degli elementi raccolti, il Questore ha disposto l’ammonimento previsto dalla legge 119/2013, misura di prevenzione utilizzata anche nei casi di violenza domestica. Al destinatario viene intimato di non reiterare le condotte contestate e viene rivolto l’invito a intraprendere un percorso presso centri specializzati.
Il provvedimento comporta inoltre l’immediato ritiro di eventuali armi e licenze possedute.

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