FERMO – Un’attività preventiva per contrastare fenomeni di criminalità e garantire maggiore sicurezza sul territorio. È il bilancio dei primi sei mesi del 2026 relativo alle misure di prevenzione adottate dal Questore di Fermo, Eugenio Ferraro, nell’ambito dei poteri attribuiti all’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza.
Le misure di prevenzione, a differenza delle sanzioni penali, non intervengono dopo la commissione di un reato, ma si basano su elementi concreti che consentono di valutare la pericolosità sociale di alcuni soggetti e prevenire possibili condotte illecite.
Dal 1° gennaio al 30 giugno il Questore ha emesso complessivamente:
- 31 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno;
- 12 D.A.C.Ur. (divieti di accesso alle aree urbane, il cosiddetto Daspo urbano);
- 3 D.A.Spo. per impedire l’accesso alle manifestazioni sportive;
- 9 avvisi orali;
- 23 ammonimenti.
Tra gli strumenti utilizzati, il foglio di via obbligatorio consente di allontanare da determinati territori persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica, imponendo il ritorno nel Comune di residenza e vietando il rientro nell’area interessata.
L’avviso orale rappresenta invece un richiamo formale rivolto a soggetti ritenuti dediti a traffici delittuosi, invitandoli a modificare il proprio comportamento per evitare l’applicazione di misure più restrittive.
Particolare rilievo assumono anche i divieti di accesso: il D.A.Spo., applicato in ambito sportivo, e il D.A.C.Ur., che permette di limitare la presenza di soggetti ritenuti pericolosi in specifiche aree urbane, come zone della movida, stazioni, scuole e locali pubblici.
Il Questore ha inoltre avanzato all’Autorità giudiziaria tre proposte di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di soggetti ritenuti di particolare pericolosità per criminalità comune, oltre a una proposta di rivalutazione della pericolosità sociale già accertata.
«Le misure di prevenzione rappresentano uno strumento di protezione fondamentale per la cittadinanza – spiega il Questore Eugenio Ferraro – perché l’attività preventiva permette di incidere tempestivamente sulle dinamiche di rischio del territorio, garantendo la vivibilità delle nostre città e tutelando la libertà di tutti i cittadini prima che i fenomeni degenerino in reati conclamati».
Le misure di sorveglianza speciale vengono poi disposte dall’Autorità giudiziaria su proposta dei soggetti previsti dalla legge, tra cui il Questore, e possono avere una durata compresa tra tre e cinque anni, prevedendo anche importanti limitazioni alla libertà personale e di circolazione.

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