SAN BENEDETTO – La Confederazione Democrazie Cristiane 2026 ha affidato un incarico di responsabilità nazionale sui temi delle Vere Pari Opportunità, dell’effettiva Bigenitorialità e della tutela delle persone vulnerabili alla dottoressa Antonella Baiocchi, psicoterapeuta, esperta in criminologia e Assessora alle Pari Opportunità del comune di San Benedetto dal 2016 al 2021, componente dal 2000 della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno, già Presidente del Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità Oltre il Genere e fondatrice e responsabile per la Regione Marche dell’Associazione A.PRO.S.I.R. antiviolenza ODV, da anni impegnata nella promozione di un modello di tutela inclusivo, rivolto alle vittime di violenza senza discriminazioni legate al sesso

Ad annunciarlo è stato Vittorio Adelfi, Presidente della Confederazione Democrazie Cristiane 2026, da anni impegnato nel mondo associativo e nella promozione di iniziative di carattere sociale e civile. L’incarico avrà carattere trasversale e apartitico e non comporterà alcuna adesione partitica né incompatibilità con le attività e le collaborazioni presenti o future della Baiocchi, che manterrà piena autonomia professionale, associativa e politica.

“Abbiamo scelto Antonella Baiocchi per la sua competenza professionale e per le battaglie che conduce da anni, anche attraverso il Comitato e A.PRO.S.I.R., per affermare una cultura della violenza oltre gli stereotipi di genere, fondata sul principio che la violenza non ha sesso. Vogliamo aprire uno spazio nazionale di confronto su una concezione delle Pari Opportunità basata sulla pari dignità e sulla pari tutela di ogni persona, indipendentemente dal sesso – ha dichiarato Adelfi. “Questa nomina vuole essere l’inizio di un percorso di iniziative e proposte concrete. Prima delle categorie vengono le persone – ha concluso.

Accetto questo incarico con entusiasmo e con un obiettivo preciso: contribuire all’affermazione della bidirezionalità della violenza. Non possiamo proteggere le donne demonizzando uomini e padri: la violenza non è una prerogativa maschile. Uomini e donne possono agirla e uomini e donne possono esserne vittime – ha affermato la dottoressa Baiocchi e ha continuato: “Vogliamo superare il doppio standard che produce disparità nelle tutele e nelle leggi: ritengo emblematica e incostituzionale la scelta dell’art. 577-bis sul femminicidio; chiediamo CAV accessibili a tutte le vittime, anche agli uomini, e che gli attuali CUAV – Centri per Uomini Autori di Violenza – evolvano in CUDAV, Centri per Uomini e Donne Autori di Violenza, perché anche la violenza femminile deve essere riconosciuta, prevenuta e trattata. Continuare a rappresentare un sesso come carnefice e l’altro come vittima significa lasciare vittime invisibili e ostacolare una prevenzione efficace, con pesanti conseguenze anche sui minori, che nei conflitti familiari e nelle separazioni possono arrivare a diventare Orfani di Genitore Vivo.