SAN BENEDETTO – È calato il sipario anche sulla terza serata del San Benedetto International Film Festival, organizzato dall’associazione Il Serpente Aureo con il patrocinio del comune di San Benedetto del Tronto.

Una serata magistralmente condotta dall’autrice e presentatrice Antonella Ciocca, che ha visto protagonisti non solo diversi cortometraggi in concorso, ma è stata arricchita dalla presenza di due ospiti d’eccezione: l’attore di cinema, tv e teatro Sebastiano Somma e il chitarrista, compositore e arrangiatore Federico Ferrandina, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare. Grande attenzione anche al sociale, come avviene ormai ogni anno al Festival, con l’intervento della psicoterapeuta e criminologa Antonella Baiocchi e del Presidente di “Aprosir” Antiviolenza, Adamo De Amicis.

Nell’intervista il Maestro Federico Ferrandina ci ha parlato di come nasce una colonna sonora, che è un processo lungo e laborioso, a volte misterioso e casuale, a volte razionale, ma comunque un percorso collettivo e mai un’operazione solitaria, perché nasce da un pensiero condiviso e da un percorso di senso che si fa insieme al film, come è naturale che sia. L’importanza della colonna sonora dipende dal film: lui ritiene che, in realtà, il film ideale non avrebbe bisogno di una colonna sonora ed è proprio questo il tipo di film da cui si sente chiamato, però, d’altro canto, la musica è sempre stata parte del cinema, anche quando il cinema era muto. Abbiamo anche ricordato il film in concorso a questo Festival, che vanta la colonna sonora originale di Federico Ferrandina: “L’acqua non è mai ferma“, per la regia di Roberto Mariotti, scritto da Ilaria Iovine. Riguardo a suoi nuovi lavori , ci sono film di animazione in arrivo, di cui ha scritto la colonna sonora, e ha appena realizzato un album di sole arie d’opera originali. Ottima è stata la sua impressione sulla qualità del Festival e, in particolare, su questa terza serata, in cui il cinema si è intrecciato alla letteratura, che è stata, a suo avviso, strutturata brillantemente. L’augurio da parte sua al San Benedetto International Film Festival è di un lungo e proficuo futuro.

Tre i reading proposti, curati dal regista e docente di cinema, il professore Enrico Le Pera, che l’attore Sebastiano Somma ha regalato al pubblico accompagnato magistralmente alla chitarra da Federico Ferrandina; tre performance intense ed emozionanti, di cui il cinema era il filo conduttore in un percorso emozionale dove le parole si sono mirabilmente incontrate con la musica, tracciando una storia fatta di ricordi, sensazioni, speranze, riflessioni, sogni, immortalati dalle penne di grandi scrittori e artisti che hanno segnato la storia della letteratura e del cinema italiano: il quaderno primo dell’opera “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Luigi Pirandello; “Perché non ci vado più” dal libro “Chiuso per noia” di Ennio Flaiano; uno stralcio tratto da “Il mio cinema” di Federico Fellini. Tre modi diversi di raccontare il cinema e il proprio rapporto con la settima arte, ma tutti ugualmente accattivanti e coinvolgenti, tutti volti a catturare e a rappresentare quella scintilla inesauribile che anima il cinema e che lo rende immortale.

Interessante e illuminante l’intervento della psicoterapeuta Antonella Baiocchi che, insieme al Presidente di “Aprosir”, Adamo De Amicis, è stata la prima in Italia a fondare un centro antiviolenza non solo per le donne, ma aperto a tutti. Perché la violenza, come lei stessa ha spiegato, non ha sesso; la violenza viene subita da persone da parte di altre persone ed è frutto di un “analfabetismo psicologico”, ovvero dell’incapacità da parte di chiunque, uomo o donna, di riconoscere e, dunque, di accettare la diversità dell’altro. Efficace e impattante, a tal proposito, l’intervento della direttrice artistica del Festival, la dottoressa Olga Merli, che ha parlato del legame, supportato da evidenze statistiche e cliniche, tra suicidio maschile, separazioni conflittuali e mancato rispetto della bigenitorialità. “La letteratura scientifica internazionale – ha sottolineato Olga Merli – dimostra che la fine di una relazione e l’allontanamento forzato dei figli costituiscono un fattore di rischio critico per la salute mentale dei padri“. In sostanza, i padri separati o divorziati sono a più alto rischio di suicidio rispetto a quelli che vivono relazioni serene con i propri figli. L’associazione “Aprosir”, dunque, ha proprio l’obiettivo di tutelare soprattutto i padri, quelli più colpiti dopo le separazioni.

Tra i cortometraggi proiettati nel corso della serata: “Notturno“, per la regia di Lorenzo Nuccio, “Non piangere“, per la regia di Alessandro Grassi, “Ancora un’ ultima volta“, per la regia di Fabrizio Denaro, “La strega del frutteto“, per la regia di Enrico Belisario.

L’ultimo appuntamento è per stasera, domenica 9 agosto, serata finale dedicata alle premiazioni dei cortometraggi in concorso, che sarà allietata dal concerto del Wanderlust Duo, formato dai Maestri Fausto Leli al pianoforte e Vincenzo Pergola al violoncello.

un reading

un momento di un reading

Enrico Le Pera parla con Sebastiano Somma

Sebastiano Somma riceve il Premio

la consegna del Premio a Sebastiano Somma

Sebastiano Somma con il Premio insieme a Enrico Le Pera ph Mauro Vannin

Federico Ferrandina in concerto