SAN BENEDETTO – Terzo e ultimo appuntamento con i Premi letterari, nell’ambito della 43^ edizione della rassegna “Incontri con l’autore Mimmo Minuto“, a cura dell’associazione “I luoghi della scrittura“, con il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale.
Mercoledì 15 luglio, alle ore 21.30, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto, verrà conferito alla casa editrice Neri Pozza il riconoscimento di Casa Editrice dell’anno 2026, anche in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla sua fondazione. Sarà presente, in rappresentanza della casa editrice, la vicedirettrice Sabine Schultz, storica editor della narrativa straniera, cui si deve la riconosciuta affermazione della casa editrice in questo campo. Per l’occasione, sarà accompagnata dalla scrittrice Açelya Yönaç che presenterà il suo romanzo dal titolo “La casa turca”. Modererà l’incontro Maristella Bianconi.
La casa editrice è nata a Vicenza nel 1946 per volontà dello scrittore Neri Pozza, partigiano, artista, incisore, amico di intellettuali animati dal desiderio di dare voce a chi aveva qualcosa di importante da dire, in un’epoca in cui la ribellione era l’unico modo per farsi ascoltare. Il primo titolo pubblicato è stato “Paludi” di André Gide, che ricevette il Premio Nobel per la letteratura l’anno seguente. Con Neri Pozza hanno esordito scrittori, sono nate opere, collane e sfide capaci di evolversi nel tempo. Nel corso di ottant’anni autori e autrici hanno scelto di affidare alla Neri Pozza il loro mondo e molti lettori hanno deciso di farne parte.
Açelya Yönaç è nata in Turchia nel 1978 ed è cresciuta, nomade, fra Istanbul, Milano e New York, dove ha studiato scrittura creativa. Performer e copywriter, ha pubblicato racconti nella rivista letteraria turca Kitap-lık e, in lingua italiana, fra le altre, nella rivista online La Balena Bianca. “La casa turca“ è il suo romanzo d’esordio.
La protagonista del romanzo è Asena Bulut, che ormai da venticinque anni non torna ad Istanbul. In mano ha due passaporti, le sue due vite, il passato nella casa del melocotogno e il presente da affermata scrittrice occidentale. Sul cuore ha il peso di un’assenza, quella di suo fratello, giornalista attivista di cui nessuno ha più notizie. È un maggio anomalo e, sotto una coltre di neve, Asena si scopre straniera nella città dove ha aperto per la prima volta gli occhi, ma non può confessare a nessuno che il vero motivo del suo viaggio non è ritirare un premio letterario inaspettato, bensì l’intervista ad Azra, una giornalista con il capo coperto, della sua stessa età e stessa lingua, eppure assai distante da lei. E poi ci sono le strade di Istanbul in cui perdersi per cercare un’identità che le scivola tra le dita, per ricucire lo strappo delle due vite e affrontare a viso aperto i suoi fantasmi.

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