TERAMO – Due persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dopo essersi sottratte a un controllo in mare nelle acque antistanti la costa teramana.

L’operazione è stata condotta dai militari del Reparto Operativo Aeronavale di Pescara nell’ambito dell’ordinaria attività di vigilanza e controllo degli spazi marittimi. I due indagati dovranno rispondere del reato di resistenza a pubblico ufficiale, contestato in concorso.

L’episodio risale a una normale crociera di servizio di un guardacoste della Stazione Navale di Pescara, impegnato nei compiti di Polizia del Mare. Durante il pattugliamento, i finanzieri hanno individuato un natante intento nell’attività di pesca a ridosso di una piattaforma offshore, all’interno dell’area di sicurezza dove, per ragioni di tutela della navigazione e dell’ambiente, è vietato sostare o navigare entro un raggio di 500 metri.

Per procedere ai controlli, l’equipaggio ha intimato l’alt utilizzando i dispositivi acustici e luminosi previsti dalle norme internazionali. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, i due occupanti dell’imbarcazione avrebbero invece effettuato manovre elusive per evitare l’ispezione, allontanandosi ad alta velocità.

Ne è nato un inseguimento in mare che si è concluso in un porto delle Marche, dove i due hanno abbandonato il natante per poi dileguarsi.

Le successive indagini, supportate dai rilievi video e fotografici eseguiti nell’immediatezza dei fatti e dagli approfondimenti investigativi svolti nelle settimane successive, hanno consentito ai militari di identificare i presunti responsabili.

Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha disposto il deferimento di entrambi per il reato di resistenza a pubblico ufficiale in concorso.