CUPRA – In occasione della settima edizione di Una Boccata d’Arte, progetto d’arte contemporanea
diffuso lungo tutta la Penisola, ideato da Fondazione Elpis, è Borgo Marano, Cupra Marittima
(AP) ad accogliere un intervento inedito per le Marche. Firmato da Maja Escher (Santiago do Cacém, Portogallo, 1990) e curato da Matilde Galletti il progetto si intitola “Piedi caprini, capelli
di polpo” ed è visibile al pubblico a partire da domenica 21 giugno, ore 18.30.
A Cupra Marittima, affiorano le tracce di un’epoca pre-romana, resti di mura e scalinate che
sembrano voler nascondere la presenza del tempio della Dea Cupra, divinità legata alla terra e
all’acqua. Non si conserva neppure l’iconografia della dea, un tempo venerata dalle
popolazioni locali.
L’intervento di Maja Escher si insinua in questa fessura, abitando le architetture esistenti e
rivelando il mito attraverso la realizzazione di un altare domestico dedicato alla Dea. Una
serie di formelle in terracotta, realizzate in un processo di archeologia speculativa attivato
dall’artista insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri di Borgo
Marano, il paese alto: un percorso che poco alla volta disegna l’immagine della divinità, fondata sull’immaginario collettivo, e traccia la via verso il nuovo tempio. Qui, elementi visivi ispirati al
luogo, dalla vegetazione locale alle attività storiche di marineria, si presentano come doni per
celebrare la Dea Cupra.
Spiega l’artista: «Ho sviluppato una forma di archeologia speculativa usando esercizi di disegno
collettivo per accedere a una memoria subconscia condivisa dell’immagine della dea. Così intendo
riattivare un luogo di culto dedicato alle energie femminili e alle divinità nella cultura
contemporanea.»
Per ulteriori informazioni vedi “Riveria Oggi Estate n.1445” in uscita sabato 20 giugno.

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