IL DIRETTORE. Ci ha incuriosito una risposta del dottor Claudio Maria Maffei, ex direttore sanitario dell’Inrca e grande esperto di Sanità, come riconosciuto da tutti coloro che lavorano o hanno lavorato nelle strutture ospedaliere delle Marche, senza distinzioni. Una domanda ricorrente e mirata da chi mette in dubbio la sua… indubbia professionalità e grande esperienza nel mondo della Sanità con queste parole: “Maffei non è credibile nelle sue tesi verso l’attuale governo regionale perchè fa parte integrante del centrosinistra”. Senza però mai entrare nel merito delle sue argomentazioni, sempre dettagliate e molto chiara. Eccola:
ANCONA – “Se io fossi un candidato alle regionali e questo fosse il mio “santino” (vedi foto allegata) con su scritto “vota Maffei” cosa proporrei per la sanità delle Marche?
Qualcuno che mi legge ogni tanto mi chiede di fare proposte e non solo critiche. Giusto. E allora siccome non mi candiderò mai, visto che alle prossime regionali avrò (se li avrò) 77 anni, mi limito a dare qualche consiglio a chi la Regione Marche la governa oggi e la governerà per i prossimi quattro anni. Per inciso, a chi mi scambia per tifoso del centrosinistra ripeto che io il centrosinistra l’ho sempre criticato, il che non vuol dire non stare dalla sua parte. A chi ha studiato ed è diventato (o ha provato a diventare) adulto negli anni ‘70 non puoi chiedere di stare dalla stessa parte di La Russa, per dirne uno. Ed ecco i consigli.
Governare la sanità vuol dire governare un sistema enormemente complesso in cui tenere in equilibrio tre grandi componenti: la prevenzione, i servizi territoriali e i servizi ospedalieri. Questo equilibrio lo devi mantenere in mezzo a tanti stimoli e pressioni. La pressione è quella dei vincoli economici e di disponibilità di personale, mentre gli stimoli sono quelli dei cittadini e dei territori.
Nelle Marche questo equilibrio manca e tutte e tre le “palle” sono lì lì per cadere, perché il giocoliere che le ha in mano (la Giunta) non ci prova a nemmeno a tenerle in equilibrio. Di prevenzione non si occupa mai, di servizi territoriali di fatto nemmeno o pochissimo e di rete ospedaliera si occupa male. A questo punto dovrei partire con una lunghissima analisi che a pezzi faccio ripetutamente e che se la scrivessi qui nessuno leggerebbe o peggio scambierebbe per accuse fatte a priori.
E allora ecco il mio consiglio più importante. La Giunta si chiuda per due giorni in un posto tranquillo assieme ai suoi tecnici e manager e soprattutto con dei tecnici esterni indipendenti scelti da lei cui affidare il compito di fare una analisi serena, ma soprattutto seria, di come va la sanità delle Marche e di fare proposte di correzione di rotta.
Sono convinto che se si facesse così tutti i problemi verrebbero fuori, problemi che i marchigiani soffrono oggi e soffriranno sempre di più domani. Problemi che vivono quelli che si debbono pagare le prestazioni ambulatoriali, quelli in liste di attesa che durano anni per la cataratta, quelli che hanno in famiglia un anziano che ha problemi di autosufficienza e magari di demenza, quelli che hanno in famiglia persone peggio se bambini e adolescenti con problemi di salute mentale, quelli che debbono andare fuori regione per rifarsi l’anca e il ginocchio, quelli che vivono nell’interno e aspettano che della telemedicina si vedano le ricadute e non solo si sentano le parole che la evocano. L’elenco dei “quelli che” può essere allungato da ognuno di noi, di voi. Quelli che i problemi di salute nelle Marche ce li hanno e nessuno se ne occupa seriamente.
Se serve una mano a preparare quella due giorni io sono disponibile, ma ho poca fiducia sul fatto di essere chiamato. E non ne ho di più sul fatto che quella due giorni ci sarà”

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