PORTO D’ASCOLI – Nella notte tra venerdì 1° e sabato 2 maggio, un gruppo di circa trenta giovani ha fatto irruzione nella tensostruttura di ginnastica del Centro Polisportivo dell’Agraria di San Benedetto del Tronto, causando danni stimati in circa 50mila euro. La struttura, che ospita atleti di livello nazionale e internazionale, è ora inagibile.

Le foto dalla tensostruttura dell’Agraria il mattino del 2 maggio: la polvere degli estintori svuotati dai vandali nella notte ricopre ancora i blocchi di spugna, ora inutilizzabili.

La prima segnalazione arriva alle 22:39: qualcuno nota le luci accese all’interno dell’impianto e avvisa Giancarlo Mattoni, presidente dell’associazione che gestisce il centro. Poco dopo la mezzanotte, è il segretario dell’Agraria Club, Pasqualini, a entrare nella struttura e a trovarsi di fronte una trentina di ragazzi. Viene spintonato mentre cerca di intervenire. I vandali si erano introdotti scassinando una porta laterale con un gancio.

Il gancio utilizzato per scassinare la porta laterale e poi ritrovato lì vicino.
Il bilancio dei danni è pesante. Gli estintori sono stati svuotati all’interno dei locali. La sostanza, irritante e non tossica come si era detto all’inizio, ha impregnato i blocchi di spugna della fossa di caduta, che dovranno essere integralmente sostituiti. È proprio questa voce a rappresentare la parte preponderante del danno economico. A questo si aggiungono una sedia rotta, pesi gettati nella fossa e cartoni distrutti. Durante il raid, uno dei ragazzi ha perso una scarpa finita sotto le reti: per recuperarla sono state rimosse e gettate all’interno le molle della struttura.

La Polizia è intervenuta alle 3 di notte per i primi rilievi. È stata sporta denuncia e le indagini sono in corso. Nell’impianto non sono presenti telecamere di sorveglianza, nonostante la richiesta venga avanzata da anni. Non è la prima volta, infatti, che la struttura subisce atti vandalici. Un paradosso difficile da ignorare, considerando che il centro è gestito in cogestione con il Comune, al quale spetterebbe anche l’onere del ripristino della fossa di caduta danneggiata.
Il tempismo non è passato inosservato: il giorno dopo, 2 maggio, era in programma un open day. Non è escluso che il raid sia stato compiuto proprio per sabotare l’evento. In mattinata del sabato una prima pulizia era stata effettuata da una ditta chiamata tempestivamente dall’associazione sportiva.
A pagare il prezzo più alto, oltre ai gestori dell’associazione, sono gli atleti. Alla struttura dell’Agraria si allenano, tra gli altri, la ginnasta Giada Di Pietro, impegnata nella preparazione agli Europei, e i discesisti della nazionale. Ogni estate il centro accoglie circa 600 atleti nazionali: la sua rapida riapertura è una necessità che va ben oltre i confini cittadini.
«Siamo nati da soli, fuori dalle linee politiche, per educare attraverso il movimento», dice Giancarlo Mattoni. «Adesso questa è una realtà luminosa, stimata a livello internazionale.» Suo figlio Jean Michael, allenatore, guarda avanti: «Adesso ci interessa soltanto tornare operativi il prima possibile. Non ci invaliderà — in settimana torniamo operativi.»
Nel frattempo, dall’Agraria Club arriva un appello all’amministrazione comunale, cogestore della struttura, affinché collabori attivamente al ripristino dell’impianto. Una richiesta concreta, che si affianca all’auspicio che episodi come questo non si ripetano più.


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