SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è una questione che tiene sveglio Luigi Piunti, imprenditore e presidente del comitato di quartiere Agraria, e che segue con passione e attenzione da anni: una centrale di stoccaggio del gas che avrebbe la sua sede proprio nel quartiere, ma le cui conseguenze ricadrebbero su un territorio ben più vasto, San Benedetto, Martinsicuro, Colonnella. Quindici chilometri quadrati di impianto, mezzo miliardo di metri cubi di gas metano incamerati, ciminiere, monossido di carbonio, biossido di azoto. E in una città che vive di turismo, dice Piunti, l’impatto sarebbe «letale». Senza contare i rischi per il suolo: subsidenza, instabilità, il fantasma dei terremoti.
«Proprio in questi giorni stiamo facendo delle serate informative», racconta. Il calendario è serrato: il 22 aprile un incontro con la cittadinanza, il 27 aprile in sala consiliare con i candidati sindaco, perché prendano un impegno politico chiaro sul tema prima del voto.
Ma Piunti non parla solo di emergenze. Parla anche di metodo: «Dopo anni di lavoro in cui cerchiamo di risolvere dei problemi — allagamenti, sicurezza — stiamo strutturando la conferenza dei presidenti in maniera che possiamo mettere le tematiche più importanti e, uniti, comunicare con la nuova amministrazione». Una voce sola, più difficile da ignorare.
E parla di identità. Il quartiere Agraria organizza la festa del Primo Maggio da cinquant’anni. Porto d’Ascoli ha un tessuto produttivo che esiste, che lavora, che genera indotto, e che si sente trascurato. «L’amministrazione si concentra su tematiche centrali come il Ballarin e il lungomare, ma la città è fatta di tanti quartieri». Le ambizioni comunali, dice senza mezzi termini, «ci hanno trascurato. Poteva fare molto di più».

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