RIMINI – Si è trasformata in un ultimo, straordinario atto d’amore la tragedia del dodicenne vittima del drammatico incidente nella piscina di un hotel a Pennabilli. Dopo giorni di speranza e preghiere, il periodo di osservazione si è concluso formalmente nella notte tra giovedì e venerdì con la dichiarazione di morte cerebrale presso l’ospedale Infermi di Rimini.
Nonostante il dolore lacerante per una perdita così prematura, i genitori del ragazzino hanno trovato la forza di acconsentire alla donazione degli organi, un gesto di estremo altruismo che permetterà di salvare altre giovani vite.
Le operazioni di espianto sono proseguite per l’intera giornata di ieri, coordinate dall’equipe medica del nosocomio riminese. Il ragazzino era stato risucchiato dal bocchettone di una vasca idromassaggio durante la scorsa domenica di Pasqua, restando intrappolato sott’acqua per troppo tempo, prima che i soccorsi potessero intervenire.
Mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia, l’attenzione resta alta anche sul fronte giudiziario. La Procura sta infatti valutando se procedere con l’esame autoptico per raccogliere ulteriori elementi tecnici utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. L’obiettivo degli inquirenti è stabilire se vi siano state responsabilità dirette o malfunzionamenti nei sistemi di sicurezza della struttura termale, dove quella che doveva essere una vacanza serena si è invece trasformata in un incubo.

Lascia un commento