Intervento decisivo dei Carabinieri della Stazione di Fermo, che nei giorni scorsi hanno sventato un tentativo di truffa ai danni di una coppia di anziani coniugi, rispettivamente di 88 e 87 anni.

Secondo quanto ricostruito, in tarda mattinata i due anziani sono stati contattati telefonicamente da un individuo che si è finto Maresciallo dei Carabinieri. L’uomo ha raccontato che la loro auto sarebbe stata coinvolta in una rapina avvenuta a San Benedetto del Tronto, invitandoli a recarsi in caserma per chiarire la loro posizione. Poco dopo, un complice, il 53enne poi denunciato, si è presentato presso l’abitazione della coppia mentre un secondo interlocutore telefonico aveva convinto l’anziana a preparare monili in oro, sostenendo che sarebbero serviti per un confronto con quelli oggetto della presunta rapina.

l raggiro è stato però interrotto dall’arrivo della figlia dei coniugi, che ha messo in fuga il malvivente. L’uomo ha tentato di giustificare la sua presenza con la scusa di un sopralluogo, per poi dileguarsi a bordo di un’auto.

Le ricerche dei Carabinieri hanno permesso di rintracciare il veicolo poco dopo nei pressi di un centro commerciale della zona. A bordo è stato trovato il sospettato, successivamente riconosciuto dalle vittime. L’uomo, di 53 anni e originario della Campania, è già noto alle forze dell’ordine ed è poi stato identificato e denunciato a piede libero. L’accusa nei suoi confronti è di tentata truffa aggravata.

L’episodio conferma l’evoluzione delle tecniche di truffa, sempre più sofisticate e mirate soprattutto a colpire le persone anziane. Tra i metodi più diffusi segnalati dall’Arma dei Carabinieri figurano quello del “finto carabiniere o avvocato”, che richiede denaro per evitare l’arresto di un parente coinvolto in un incidente, e la cosiddetta “targa clonata”, in cui si simula il coinvolgimento del veicolo della vittima in un reato per estorcere preziosi.

Le forze dell’ordine ribadiscono alcune regole fondamentali per difendersi:
non aprire la porta a sconosciuti; diffidare di chi chiede denaro o oro a domicilio; contattare immediatamente il 112 in caso di dubbi; evitare di fornire dati personali o bancari al telefono; e rivolgersi sempre a familiari o persone di fiducia in situazioni sospette.