Di Lorenzo Olivieri

GROTTAMMARE – L’assenza di San Benedetto del Tronto pesa già sugli equilibri della corsa alla presidenza della Provincia di Ascoli Piceno. Domenica 15 marzo saranno circa 400 i sindaci e consiglieri comunali del territorio chiamati a eleggere il nuovo presidente dell’ente in un’elezione di secondo livello, che non coinvolge direttamente i cittadini.

A contendersi la guida della Provincia sono il presidente uscente Sergio Loggi, sostenuto dal centrosinistra, e il sindaco di Venarotta Fabio Salvi, candidato del centrodestra. Alle scorse elezioni, poi vinte dal centrosinistra, il centrodestra non aveva presentato un proprio candidato a causa della mancanza di quote rosa all’interno della lista. Un fattore tecnico che, secondo il sindaco di Offida Luigi Massa, nascondeva la volontà di non guidare una provincia allora in dissesto finanziario.

Proprio a sostegno di Loggi si è svolto oggi un incontro nella sala consiliare del Comune di Grottammare, alla presenza di alcuni amministratori locali. In sala il sindaco di Grottammare, il sindaco di Offida Luigi Massa e il sindaco di Folignano Matteo Terrani.

Collegati da remoto anche il segretario regionale del Partito Democratico Francesco Ameli e il consigliere regionale Enrico Piergallini.

Nonostante si tratti di un’elezione riservata agli amministratori locali, la sfida rappresenta uno dei momenti di confronto politico più evidenti tra centrodestra e centrosinistra nel territorio provinciale.

Tra i temi affrontati durante l’incontro viabilità, edilizia scolastica e soprattutto il piano regionale dei rifiuti. La Regione Marche sta infatti lavorando a una riorganizzazione della gestione del ciclo dei rifiuti che potrebbe accorpare il servizio in un unico ente.

Secondo il sindaco di Offida Luigi Massa il rischio è che la gestione diventi sempre più centralizzata a livello regionale, riducendo il margine decisionale dei territori e dei sindaci.

“Si tratta di scelte che influiscono sui prossimi 30 o 40 anni di programmazione per la Regione”, ha aggiunto Massa, facendo riferimento anche al dibattito sulla possibile realizzazione di un termovalorizzatore per i rifiuti.

Ma è soprattutto l’assenza di San Benedetto del Tronto a pesare sulla tornata elettorale. Il comune rivierasco, uno dei due della prima fascia per popolazione nella provincia, non parteciperà al voto perché attualmente commissariato dopo la caduta dell’amministrazione comunale. I cittadini torneranno alle urne solo nelle elezioni amministrative previste per maggio.

Per il sindaco di Folignano Matteo Terrani si tratta quindi di un’elezione “zoppa”. L’assenza di uno dei centri più popolosi del territorio potrebbe infatti incidere sugli equilibri del voto, che avviene con un sistema ponderato basato sulla popolazione dei comuni.

Una situazione che potrebbe riflettersi anche nei prossimi mesi. A settembre, infatti, si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale e non è escluso che possa verificarsi una maggioranza politica diversa da quella espressa dall’elezione del presidente.

“È una stortura democratica”, la definisce il segretario regionale del Partito Democratico Francesco Ameli, “perché la seconda città della Provincia di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, non partecipa al voto di un ente di cui tornerà a far parte dopo le elezioni”.

I sindaci del Piceno avevano proposto al governo di rinviare la tornata elettorale proprio per evitare questa possibile asimmetria istituzionale, ma la richiesta non è stata accolta.

Il voto per la presidenza della Provincia è previsto per domenica 15 marzo.