FERMO – Si è aperta ufficialmente, venerdì 24 ottobre, la stagione di prosa del teatro dell’Aquila di Fermo che, dopo un primo spettacolo fuori abbonamento, ha inaugurato il cartellone 2025/2026 con “Crisi di nervi“, tre atti unici di Anton Cechov, per la regia di Peter Stein, in replica sabato 25 e domenica 26 ottobre.
Con “L’orso“, interpretato da Maddalena Crippa, Alessandro Sampaoli e Sergio Basile, “I danni del tabacco” con Gianlugi Fogacci, e “La domanda di matrimonio” con protagonisti Alessandro Averone, Emilia Scatigno e ancora Sergio Basile, il regista tedesco ha riportato sul palco un Cechov forse meno noto ai più, quello, cioè, non ancora trentenne, che, ispirandosi alla commedia francese, mette in scena quei piccoli drammi quotidiani fatti di situazioni comiche e talvolta paradossali in cui, attraverso un’ironia pungente che arriva a sfiorare il sarcasmo, svela le manie, le follie, le stravaganze e i difetti di personaggi solo apparentemente lontani da noi ma, in realtà, più vicini di quanto pensiamo. Una comicità che, però, spesso nasconde dei lati tragici della vita, ma, proprio per questo, estremamente realistici.
Intensa e credibile l’interpretazione di tutti gli attori, che hanno saputo non solo restituire l’autenticità dei personaggi, ma anche trasmettere al pubblico l’atmosfera in cui essi si muovono, parlano, pensano, ridono e piangono. Le loro molteplici sfaccettature e la profondità del loro mondo interiore, che anche in commedie come queste riescono a emergere prima di raggiungere l’apice in quelle della maturità, sono stati portati sulla scena con naturalezza ed equilibrio, senza eccessi, ma, al tempo stesso, enfatizzandone certi aspetti necessari a darne una giusta e veritiera caratterizzazione. Uno spettacolo che diverte e fa riflettere; tre atti unici legati tra loro da un unico filo conduttore, quello della complessità della natura umana, spesso vittima di eccessi e contraddizioni o in preda ad attacchi di ansia e nervosismo, ma, in ogni caso, sempre sotto l’acuta e attenta osservazione di uno dei più geniali drammaturghi di tutti i tempi.

Lascia un commento