MARTINSICURO – Non solo parole e immagini, ma esempi concreti di vita vissuta all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà hanno fatto da filo conduttore a una serata caratterizzata da forti emozioni, che ha visto, venerdì 12 settembre, presso la sala consiliare del comune di Martinsicuro, un’enorme affluenza di pubblico, suscitando grande interesse e partecipazione. L’evento, che si colloca all’interno del San Benedetto International Film Festival, è stato organizzato dall’associazione Il Serpente Aureo in collaborazione con il comune di Martinsicuro e quello di San Benedetto e ha avuto al centro la proiezione del docufilm “Le cicogne di Chernobyl”, diretto da Karim Galici e prodotto dall’associazione Cittadini del Mondo Odv come parte del progetto “Gli Incontri con il Cinema per il Sociale”, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna. Presenti all’evento il sindaco di Martinsicuro, Massimo Vagnoni, il vicesindaco, Monica Persiani, l’assessore alla cultura del comune di Martinsicuro, Giuseppina Camaioni, l’assessore alla cultura del comune di San Benedetto, Lia Sebastiani, l’assessore ai servizi sociali, Marcello Monti, l’assessore all’ambiente, Marco Cappellacci, la referente della Croce Rossa di San Benedetto, la dottoressa Talamonti. Il sindaco Vagnoni ha ribadito l’importanza di eventi come questo, in cui, in nome di un senso di solidarietà che non conosce barriere, due comuni limitrofi si sono incontrati per condividere ricordi ed esperienze che li hanno accomunati; parole di elogio anche da parte dell’assessore alla cultura del comune di San Benedetto, Lia Sebastiani, che ha confermato la comunione di intenti tra i comuni, complimentandosi per l’iniziativa.

Abbiamo voluto raccontare una pagina straordinaria della solidarietà italiana dandone voce e testimonianza – ha dichiarato il produttore, Giuseppe Carboni, sottolineando anche l’esigenza di fornire, attraverso il film, una prospettiva storica del terribile disastro nucleare avvenuto nel 1986 a Chernobyl a causa di un errore umano. “Il regista è riuscito a entrare in empatia con gli ex bambini intervistati e con le famiglie che li hanno accolti e adottati, generando in loro la fiducia necessaria per raccontarsi davanti a una telecamera – ha aggiunto. Il film sta riscuotendo grande successo e sta dando notevoli soddisfazioni grazie alla partecipazione a numerosi festival sia in Italia che all’estero e all’ampio itinerario di proiezioni che sta percorrendo in tutta la nostra penisola, compresa la tappa dell’11 settembre a Sant’Elpidio a Mare.

La proiezione di “Le cicogne di Chernobyl”, che ha suscitato non poche emozioni e tanta commozione in tutto il pubblico presente, ha rappresentato anche una meravigliosa opportunità per raccontare varie storie di solidarietà del nostro territorio, storie che hanno visto protagonisti molti bambini bielorussi provenienti dalle zone vicine al disastro nucleare, accolti e, in vari casi, adottati dalle famiglie della zona, che hanno scelto la strada dell’amore incondizionato, ricevendone altrettanto in cambio.

Molti gli interventi nel corso della serata, mirabilmente presentata da Antonella Ciocca, in cui si è ricordato l’infaticabile ed eccezionale lavoro svolto in quel periodo dall’associazione di Martinsicuro “Bambini Chernobyl”, diretta dal deceduto presidente Pasquale Massa, di cui era presente la moglie, Elisa Avino, e di cui ha parlato, non senza commozione, Katja Amabili, la figlia del deceduto vice presidente, Pasquale Amabili. Katja non solo ha rievocato la storia della piccola Anna, fatta curare in Abruzzo attraverso una raccolta fondi realizzata dall’associazione, ma ha anche parlato della propria esperienza di accoglienza e poi di adozione di quella che è diventata sua figlia. Per iniziativa sua e di un altro membro dell’associazione, il signor Gabriele Marano, e a nome di tutta l’associazione, il cui ricordo è ancora assai vivo nella comunità martinsicurese, Katja Amabili ha fatto dono al Serpente Aureo di un quadro raffigurante il logo dell’associazione.

Sono intervenute, inoltre, Valentina Savchuk, ex interprete e accompagnatrice per l’associazione, che ha evidenziato l’aspetto umano, sociale, emotivo e professionale della sua esperienza di quegli anni, ed Halina Hatalskaya, ex direttore del dipartimento di psicologia sociale dell’ Università degli studi di Gomel ed ex direttore del dipartimento di psicologia sociale dell’Università Statale di pedagogia di Minsk, che ha sottolineato l’impatto non solo fisico, ma anche psicologico che la permanenza presso le famiglie italiane aveva sui bambini bielorussi ospitati.

Toccanti le testimonianze di alcune famiglie che hanno condiviso con l’uditorio la propria esperienza di solidarietà e di adozione, come, per esempio, la famiglia Marchegiani, che ha adottato l’ormai maggiorenne bambina che ospitavano, la famiglia di Giuseppe D’Ambrosio ed Evasia Corsi, che ha ospitato due minori di Chernobyl, i coniugi Luigi Papa e Pierina di Poggio Morello, frazione di Sant’Omero, che hanno anche loro ospitato due bambini di Chernobyl, Sergey e Irina. A questo proposito è anche intervenuto l’assessore Cappellacci, che ha ricordato con commozione quel periodo grazie al rapporto di profonda amicizia che lo lega a questa famiglia. Belli anche i racconti di due ex bambini di Chernobyl, pure loro adottati da due famiglie di Martinsicuro: Denis Mattioli ed Andrej Di Buonaventura, il cui destino è completamente cambiato dopo il viaggio in Italia. Altrettanto emozionanti, inoltre, le parole del signor Francesco Tempestini, che ha, invece, ricordato un altro tipo di solidarietà, quella che ha portato in Abruzzo un gruppo di medici bielorussi a imparare le tecniche di trapianto del midollo osseo per curare le leucemie.

Una serata coinvolgente e densa di ricordi che ha celebrato, con garbo, intelligenza e sensibilità, l’alto valore della solidarietà umana, fiore all’occhiello del nostro paese, e che diviene tanto più importante quanto più è condivisa. Come ha citato Olga Merli, referente artistica del San Benedetto International Film Festival, nel suo significativo intervento iniziale: “Ciò che abbiamo fatto per noi stessi morirà con noi! Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo…sarà immortale”.

La galleria fotografica:

Antonella ciocca, Giuseppe Carboni, Lia Sebastiani ph Mauro Vannini

Antonella Ciocca, il sindaco Massimo Vagnoni, Elisa Avino ph Mauro Vannini

Antonella Ciocca, Giuseppina Camaioni, Monica Persiani, Lia Sebastiani, la dottoressa Talamonti ph Mauro Vannini

Antonella Ciocca, Giovanni Leanza, Francesco Tempestini ph Mauro Vannini

Antonella Ciocca, Valentina Savchuk e Marcello Monti ph Mauro Vannini

Giuseppe Carboni con Lia Serbastiani ph Mauro Vannini

il dono dell’associazione Bambini Chernobyl Bambini Chernobyl al Serpente Aureo ph Mauro Vannini

Katja Amabili con Giuseppina Camaioni ph Mauro Vannini

Antonella Ciocca con Marco Cappellacci e i coniugi Papa ph Mauro Vannini

Halina Hatalskaya ph Mauro Vannini