Convento San Giacomo della Marca (Foto di Giancarla Perotti)

Celebrazione eucaristica
MONTEPRANDONE – La festa della Madonna delle Grazie si è conclusa il 17 agosto 2025 con una solenne celebrazione presieduta da Padre Lorenzo Turchi alle ore 18, seguita dalla processione con l’immagine della Vergine, donata a san Giacomo e da sempre oggetto di intensa devozione e prodigi.

Processione
Oltre a una numerosa partecipazione di fedeli, alla celebrazione erano presenti le autorità civili, tra cui il vice sindaco Christian Ficcadenti , il vicepresidente della Banca del Piceno Romano Speca, e tutte le confraternite locali.
Un titolo che nasce da un dono
Il Santuario di Monteprandone, fondato da San Giacomo della Marca nel 1449, è dedicato alla Madonna delle Grazie. Il titolo trae origine da una preziosa immagine della Vergine in terracotta policroma, donata al santo dal cardinale Francesco da Savona, futuro papa Sisto IV. Questa immagine, collocata all’interno della chiesa, divenne subito oggetto di venerazione popolare e di grazie spirituali, tanto da legare indissolubilmente il luogo alla Madonna invocata come “delle Grazie”.
Padre Lorenzo Turchi, al termine della processione ha riproposto alcuni passi della narrazione di fra Venanzio, riportando alla memoria dei fedeli non solo l’origine storica del titolo, ma anche la ricchezza spirituale che esso custodisce. “Quando Francesco da Savona fu fatto cardinale, il beato Giacomo lo andò a visitare a Roma nel suo palazzo più volte. Una volta erano in camera il cardinale e il beato Giacomo, e il beato Giacomo domandò al cardinale che cosa ne pensasse del concepimento di Cristo. Il cardinale gli rispose che non sapeva, perché molti teologi avevano diverse opinioni su come fosse concepito Cristo nel seno della Vergine. Il beato Giacomo rispose e disse: «Monsignore, lasciate dire quello che vogliono dire e credetemi che il corpo di Cristo fu generato nel ventre di Maria dal sangue e dalla carne e della sostanza di Maria». E dette queste parole era davanti gli occhi loro un’immagine della Madonna col Figlio in braccio, e subito dopo che il beato Giacomo disse queste parole, quella Vergine Maria si inchinò a conferma delle parole e dell’opinione che aveva detto il beato Giacomo. Allora il cardinale, vedendo questo miracolo, si levò in piedi e con devozione prese questa immagine abbracciandola e baciandola dicendo: «Padre, questo è un grande miracolo, la vergine Maria ha voluto dimostrare con questo atto la verità delle parole che avete detto»!” Continua il racconto di fra Venanzo: “E uscirono fuori tutte e due con grande gioia chiamando me, fra Venanzo e due altri frati che erano insieme a me e raccontandoci ogni cosa che era accaduta. Poi il cardinale donò al beato Giacomo quell’immagine”.
Le parole del biografo e compagno del santo, lette in chiave di fede, hanno ricordato come la Madonna delle Grazie sia per Monteprandone non solo una devozione secolare, ma anche un punto di riferimento per chiedere aiuto, conforto e speranza.
Fra Venanzio, racconta come la vita di San Giacomo fosse intrecciata alla fiducia nella Madonna. Nei suoi scritti emergono episodi di protezione e di miracoli che la tradizione attribuisce all’intercessione della Vergine Maria, invocata come Madre delle Grazie. Ella non mancava di manifestare la sua carezza al popolo che si raccoglieva attorno a quell’immagine.
La celebrazione conclusa il 17 agosto non è dunque solo un evento devozionale, ma anche la continuazione di una storia che unisce il carisma di San Giacomo della Marca, la memoria di fra Venanzio e la voce dei frati che oggi custodiscono il santuario. “La Madonna delle Grazie resta il cuore della fede popolare monteprandonese” ha affermato il guardiano del convento padre Marco Buccolini nel saluto finale: “un titolo che racconta di doni ricevuti, di grazie concesse e di una presenza materna che attraversa i secoli”.

Padre guardiano del Convento San Giacomo della Marca: Marco Buccolini
La Madonna delle Grazie, venerata a Monteprandone, è più di un titolo: è un legame. È la certezza che ogni fedele può alzare lo sguardo a Maria e sentirsi accolto. Nella sua intercessione, le difficoltà si trasformano in speranza e le ferite in occasioni di rinascita.

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