SAN BENEDETTO – È apparso un nuovo striscione di protesta sulle mura dello stadio “Ciarrocchi” di Porto d’Ascoli, impianto tornato al centro delle cronache negli ultimi giorni. Il messaggio recita: “IN TV PARLATE DI CAMPIONCINI, POI MANDATE VIA CHI FA CRESCERE I NOSTRI BAMBINI”

Una scritta dal tono polemico, ma senza nomi né spiegazioni. Francamente, non vale la pena indagare su chi sarebbe stato “mandato via”: le decisioni di una società sportiva devono essere rispettate, almeno finché non emergano elementi concreti per giudicarle diversamente.

Eppure, il sospetto evocato da quello striscione richiama una realtà che Riviera Oggi denuncia da tempo: quella delle “segnalazioni”, dei favoritismi economici nelle giovanili. Non sono voci da bar: basti pensare ai servizi delle Iene sui casi Bagni e Biasin. È una pratica tanto diffusa quanto dannosa, che penalizza i ragazzi più meritevoli a vantaggio di chi ha “santi in paradiso”. Una dinamica paragonabile a quella dei concorsi pubblici truccati, dove la raccomandazione è la regola e non l’eccezione. Penalizzando i migliori.,

Tornando allo striscione, resta un mistero a chi fosse diretto. Anche perché chi dovrebbe chiarire – la società – si rifiuta sistematicamente di dialogare con la nostra redazione. Nessun confronto, nessuna intervista. Di conseguenza, anche noi non possiamo fare altro che porre domande:

Chi è stato escluso? Perché? Chi, secondo gli autori dello striscione, “faceva crescere i nostri bambini”?

Un ultimo appunto: in passato, striscioni simili non lesinavano i nomi. Oggi, invece, si resta nell’ambiguità. Ma se davvero c’è qualcosa da denunciare, la trasparenza è il primo passo. Altrimenti, restano solo illazioni.