PICENO – Nel 2024 l’Osservatorio di Non una di meno ha registrato un tragico bilancio di 114 femminicidi, con un avvio d’anno già segnato da 8 vittime registrate fino all’8 febbraio. Questo si traduce in una media agghiacciante di una donna uccisa ogni tre giorni, un segnale allarmante di un’emergenza che continua a crescere nel silenzio.

Tra le tante vite spezzate, quella di Emanuela Massicci è emersa con forza nel nostro territorio, diventando l’ultima vittima di un fenomeno devastante che non può più essere tollerato. Sebbene i numeri nazionali dei femminicidi possano apparire stabili, il significativo aumento delle denunce, spinto dall’effetto “Giulia Cecchettin”, rivela una società in movimento: una maggiore consapevolezza e una volontà di rompere il silenzio da parte delle donne. Nel primo trimestre del 2024, le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono schizzate in su dell’83,5% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Tuttavia, questo incremento delle segnalazioni non deve farci dimenticare che gran parte della violenza resta sommersa e invisibile, in particolare quella subita da donne in situazioni vulnerabili.

Con l’8 marzo alle porte, CGIL-CISL-UIL di Ascoli Piceno lanciano un grido d’allarme: “La violenza contro le donne non si limita al danno fisico, ma si insinua anche sul piano psicologico ed economico, manifestandosi in forme subdole di marginalizzazione e controllo. È imprescindibile che le istituzioni rispondano a questa crisi con azioni concrete: programmi di educazione sessuale, sostegno ai centri di aiuto e formazione adeguata per le Forze dell’Ordine. È ora di combattere con determinazione la narrazione tossica alimentata dai media e di demolire una cultura patriarcale che continua a perpetuare discriminazioni e violenze quotidiane. Non possiamo più restare in silenzio: è tempo di agire”. CGIL-CISL-UIL di Ascoli Piceno, dunque, chiedono alle Istituzioni di intervenire per far fronte al problema della violenza e della discriminazione.

Nell’ambito del lavoro, CGIL-CISL-UIL di Ascoli Piceno  auspicano sempre di più la diffusione e l’attuazione del “sistema della certificazione di genere”, volto ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne. Il sistema è un intervento del PNRR che porta benefici alle imprese.

Inoltre si evidenzia la necessità di rendere esigibile il rispetto delle politiche di genere e le tutele relative alle donne, previste nella contrattazione nazionale e locale di molti settori lavorativi. È ora di combattere con determinazione la narrazione tossica alimentata dai media e di demolire una cultura patriarcale che continua a perpetuare discriminazioni e violenze quotidiane. “Non possiamo più restare in silenzio: è tempo di agire”.