Live dal Consiglio comunale aperto del 22 febbraio. Dei nostri inviati Fulvia De Santis, Mauro Vannini e Antonio Di Salvatore
La replica del sindaco di San Benedetto Antonio Spazzafumo: “Oggi avevo voglia di ascoltare le sensazioni dei cittadini, ma ho assistito più a una parata politica. Sul Ballarin l’idea progettuale era quella di realizzare un parco pubblico. Abbiamo ascoltato le esigenze dei cittadini, tifosi compresi, chiesi all’architetto Canali di avvalorare le necessità di tutti e accontentarli il più possibile. L’idea di mantenere la curva inizialmente c’era, ma in seguito a rilievi ci siamo accorti che era in stato altamente degradato, era pericolante e pericolosa. Se era stata chiusa e inagibile c’era un motivo, prima di demolire qualcosa di così importante per la città ci abbiamo pensato più e più volte. La maggior parte dei finanziamenti sarebbe stato da investire per ripristinare una curva che comunque non sarebbe stata più la stessa. A malincuore, lo dico da tifoso che ci è stato su quei gradoni, non abbiamo potuto far altro che demolire la curva. Ma all’architetto ho chiesto di preservare la memoria e la storia della Sambenedettese, attraverso un museo, in un contesto di un progetto fruibile a tutta la città.
Se questa amministrazione sta cercando di guardare avanti per cambiare questa città ci vuole del tempo. Ho trovato situazioni ferme da 40 o 50 anni, problemi che le scorse amministrazioni hanno sempre rimandato. La politica dove stava fino ad ora? Bastava applicarsi per sbloccare delle situazioni ferme a San Benedetto da anni. Marcozzi stesso mi ha fatto i complimenti per il coraggio che abbiamo avuto. Questa amministrazione le idee le ha, i cantieri che sono partiti e che partiranno sono sotto gli occhi di tutti, cosa che non si vedeva da non so quanti anni. 60 milioni di euro di investimenti tra Pnrr e fondi regionali non sono numeri da poco. Lo stesso discorso vale per le Palazzine Santarelli, con i nuovi proprietari ho reso chiaro qual è la destinazione urbanistica dell’area, che finchè sarò sindaco non cambierà. Siamo fortunati? Dietro c’è la bravura. Un pezzo alla volta stiamo risolvendo problemi che da decenni attanagliano San Benedetto.
Per quanto riguarda il sentiero che conduce dalla Statale allo Stadio, c’è un privato che ha acquistato un’area priva di vincoli. In tutto questo tempo noi non abbiamo fatto altro che chiedere atti che potessero avvalorare certe ipotesi. Non trovando nulla abbiamo detto che quell’area era libera. Poi visto che le sollecitazioni erano diverse, ho chiesto delucidazioni al dirigente, se ci fossero delibere che attestassero che quell’area era pubblica ed è uscita fuori questa famosa delibera del 2004, da qui la revoca della Scia. Il sottoscritto ha anche speso dei soldi per far aprire i cancelli e dichiarare la sicurezza durante le partite di cartello della Samb. Ci sono persone che erano a conoscenza di questa storia, qui in questo momento, ma nessuno ha detto nulla. Allora perchè si parla di tutelare la collettività, perchè se l’opposizione ne era a conoscenza non ce l’ha detto?
Rapullino? Ho sentito persino dire che io mi sono messo d’accordo col privato prima dell’asta, assurdità. Con lui siamo stati trasparenti, la destinazione urbanistica gli è ben chiara e il suo progetto non parla assolutamente di palazzine, ma di un parco. E’ destinata a verde sportivo e finchè io farò il sindaco quell’area non cambierà destinazione, io sono un uomo che rispetta le regole. Se ha sposato la nostra idea progettuale perchè ora dovrei richiedergliela indietro, ci dev’essere collaborazione tra pubblico e privato”.

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