ASCOLI PICENO/ FERMO – Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestale di Ascoli Piceno, coadiuvato con i Nuclei Forestali di Amandola, Comunanza, Castignano, San Benedetto e Fermo e i veterinari delle A.S.T., Dipartimento di Prevenzione U.O.C. igiene degli alimenti e delle Produzioni Zootecniche, di Ascoli e Fermo, quali Autorità Amministrative competenti, hanno portato a termine con successo la prima fase dell’operazione denominata APIFARM.

L’attività info-investigativa, ha permesso di identificare e colpire pratiche illecite che potrebbero mettere a rischio la biodiversità e la salute delle api, fondamentali per l’ecosistema.

Sono stati ispezionati numerosi apiari nel territorio di Ascoli e Fermo, portando alla scoperta su quattro di essi delle violazioni significative nell’uso di sostanze attive nocive per gli insetti impollinatori e alla conseguente sanzione per l’uso illegale di sostanze attive non in forma
di medicinali veterinari, per un totale di oltre 80 mila euro. Le attività illecite sono state scoperte durante i controlli per accertare la presenza e l’utilizzo di principi farmacologicamente attivi destinati al trattamento delle api contro la Varroa destructor, un parassita molto diffuso che causa gravi danni agli alveari.

L’operazione nata dalla stretta collaborazione tra i Carabinieri Forestale e l’A.S.T., per garantire il rispetto delle normative sul benessere degli animali e nel settore agroalimentari, ha portato alla luce un sistema di tecniche “fai da te” illegali, come l’uso di strisce di legno impregnate con cocktail di sostanze chimiche non autorizzate, posti all’interno degli alveari.

Le analisi dei campioni prelevati, consegnati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria & Marche e poi analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, laboratorio accreditato, hanno fatto emergere la presenza di nove principi chimici vietati, che nulla hanno a che vedere con i sistemi di lotta alla Varroa autorizzati dal Ministero della Salute.

Tra i trasgressori anche un apicoltore del Fermano, proprietario di oltre 2.000 arnie. Nonostante l’utilizzo dei composti chimici vietati, gli esami sul miele esegui in autocontrollo non hanno rilevato tracce di tali sostanze nel prodotto alimentare. Quanto detto è stato possibile in quanto i trattamenti per combattere la Varroa vengono eseguiti dopo che gli apicoltori hanno raccolto il miele, in assenza dei melari e anche al fatto che le api riescono a purificare l’alimento miele stoccandolo all’interno delle “cellete” create appositamente con la cera.

L’operazione, frutto della sinergia tra l’Autorità amministrativa, le A.S.T. di Ascoli Piceno e di Fermo, e il supporto investigativo dei Carabinieri Forestale, evidenzia l’importanza della collaborazione tra Autorità amministrativa e supporto investigativo al fine di tutelare la salute degli ecosistemi, il benessere degli animali e la sicurezza agroalimentare.