SAN BENEDETTO – Nella giornata di oggi, 9 settembre, siamo usciti dalla nostra Redazione per raggiungere il signor Marco Olivieri, nel suo magazzino reti al Porto di San Benedetto. Pescatore in mare e “retaro” – o come lui preferisce “rammendatore di reti” – a terra, ha dedicato la sua vita al mare, con tutte le sue ricchezze, ma anche le sue fatiche.

Immerso fra le sue reti, così come le conosciamo oggi, di riposo dall’andare per mare, ci ha raccontato del progetto a cui tanto tiene.

Il signor Marco desidera riportare indietro gli antichi mestieri, proprio alla luce di un modo di dire assai diffuso, e che perciò avrà più di un fondo di verità: “Prima era meglio, funzionava meglio“. Vorrebbe riportare indietro gli antichi mestieri della cultura marinara che sembrano ormai appartenere a un passato troppo lontano. Portarli indietro non solo nel presente per farli conoscere al meglio, ma anche nella pratica. Pensare ad una convivenza fra passato e presente, o meglio, a un futuro che si sviluppa da un laborioso passato. Senza dimenticare di sensibilizzare le persone, informandole e rendendole partecipi, permettendo loro di vedere un passato che non molla in carne e ossa. Insomma il nobile proposito di togliere la polvere da una vecchia macchina e provare a rimetterla in moto.

Nel suo progetto non è solo: ha già l’appoggio di due biologi del posto; del direttore delle cooperative locali, Pietro Ricci; dell’Università Politecnica delle Marche con sede a San Benedetto.

Il messaggio del signor Marco, però, è ora rivolto a tutti quelli che vogliono e possono dare il loro contributo, come appassionati della cultura del mare o chiunque abbia familiarità con gli antichi mestieri.

Questo perché, come nella conclusione della nostra intervista, “La cultura marinara tanto sentita, si sta praticamente consumando, sfumando un po’ “. Ecco allora che si rende necessario un intervento coscienzioso per conservare davvero ciò che più ci rende cittadini della Riviera: l’amore per il mare e la sua vita. Bisogna applicarsi, collaborare e, sopra ogni cosa, avvicinare i giovani con iniziative e formazione.