SAN BENEDETTO – Grande successo, ieri sera, alla presentazione del nuovo libro scritto da Sigfrido Ranucci, il più importante giornalista d’inchiesta del panorama giornalistico italiano. L’evento, presentato in occasione del Festival del Memoir, è stato organizzato dall’associazione “I Luoghi della Scrittura” e dalla libreria “Libri ed Eventi” ed ha visto come protagonisti, oltre Sigfrido Ranucci, il conduttore radiofonico e giornalista Andrea Vianello.

Sigfrido Ranucci è noto per l’essere autore e conduttore del programma televisivo di inchiesta “Report” e  “La scelta”, edito da Bompiani, è il titolo del suo nuovo scritto. Un libro che racconta la sua vita e il cammino che lo ha condotto sin qui; lo fa scegliendo alcune inchieste fondamentali di cui svela i retroscena, ma anche evocando figure – come suo padre, atleta e finanziere di grande carisma, e il suo maestro Roberto Morrione, fondatore di Rai News 24 – che hanno forgiato in lui la capacità di portare fino in fondo ogni scelta.

Con questo libro, Sigfrido Ranucci, racconta la sua scelta di diventare giornalista di inchiesta e dalle pagine emerge l’autoritratto coraggioso di una persona che, nonostante la pressione costante della realtà nei suoi aspetti più duri, non smette di chiedersi: “Qual è la scelta giusta?”. Durante la presentazione l’autore e giornalista ha più volte sottolineato l’importanza del ruolo dei genitori e del nonno nella sua scelta di diventare giornalista.

“Nel territorio italiano ci sono 270 giornalisti che vivono sotto tutela e 22 sotto scorta e in Italia abbiamo il record mondiali di politici che denunciano i giornalisti – afferma Sigfrido Ranucci – abbiamo anche per la prima volta nella storia italiana un partito intero “Fratelli d’Italia” che ha chiesto il risarcimento danni al responsabile di Report, Giorgio Mottola, per una puntata che denunciava le infiltrazioni mafiose all’interno dei partiti politici. Abbiamo anche accumulato una serie di querele da molti politici tra cui  Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti”.

Essere giornalisti, denunciare tramite la parola e lo scrivere diventa una scelta o una forma di resilienza importante soprattutto in questo momento storico, in cui si cerca in modo sempre più prepotente di cancellare la possibilità ai giornalisti di fare informazione di inchiesta. A tal proposito il giornalista Sigfrido Ranucci ricorda la Legge del 21 febbraio 2024, n. 15  intitolata “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2022-2023” e ribattezzata “legge bavaglio”, il quale all’art. 4 sancisce “il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. Norma, quest’ultima, che è un bavaglio alla libertà di stampa e soprattutto alla libertà di stampa investigativa.

“La tempesta perfetta, però, – aggiunge Ranucci –  l’avremo il 1° gennaio 2025 con l’introduzione della Legge Cartabia sul meccanismo dell’improcedibilità per il superamento dei termini di durata massima delle impugnazioni penali, ovvero in presenza di un processo che dura più di due anni in Corte d’Appello o più di un anno in Corte di Cassazione consente all’imputato di aderire all’improcedibilità, uscire dal procedimento, consentendo a queste persone di rendersi anche invisibili alla collettività indipendentemente se hanno commesso o meno un  reato”.