GROTTAMMARE – La seconda serata del Festival si è aperta con un omaggio a Vincenzo Mollica. Lo storico giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico, è stato premiato, lo scorso 3 maggio, con il David di Donatello per i suoi 40 anni di carriera spesi a raccontare con passione, sobrietà entusiasmo e competenza, il mondo dello spettacolo. Un tributo per ringraziarlo ufficialmente per ciò che ha realizzato negli anni per la città di Grottammare. Negli anni, Mollica ha portato nel nostro territorio personaggi di grande spessore artistico, come Dario Fo, Roberto Benigni, De Andrè e menzionato numerose volte, nelle edizioni del TG1, la città, dando lustro e permettendo stagioni estive di grande notorietà e successo per anni.

Primo ospite della serata Flavio Oreglio. Il cabarettista, ha ricordato le passate edizioni, ringraziato il Festival, Luca Sestili e prima di dare il via alla sua esibizione ha premesso: “Non sono un comico, anzi detesto essere chiamo così. Sarebbe come definire il mio amico Carlo un matematico perchè usa dire la parola tutto sommato. Gaber faceva ridere tantissimo, ma nessuno oserebbe definire Gaber un comico”

Marcello Macchia alias Maccio Capatonda (Chieti, 1978) è il destinatario del Premio Arancia d’oro, il tributo alla carriera che il Festival dell’umorismo di Grottammare riserva ai grandi nomi della comicità, a partire da Lello Arena che lo ha inaugurato nel 1988 .Il Premio Arancia d’oro costituisce il riconoscimento che il Festival dell’umorismo più antico d’Italia attribuisce agli artisti di lunga carriera. L’omaggio è costituito da un’opera di fattura artigianale, rappresentato da un’arancia, simbolo della città di Grottammare, montata su una composizione di pietre dure.
Il sindaco Rocchi ha consegnato l’Arancia D’Oro all’artista chietino Per aver rinnovato con costanza e coraggio, in tutti i mezzi espressivi attraversati, il linguaggio della satira italiana, per la finissima abilità di osservazione, il talento imitativo, l’intelligenza nella deformazione comica della realtà dimostrate nella sua carriera, per aver rivelato con l’energia e la perseveranza della propria opera “Capatondiana” una vocazione artistica ampia e multiforme, capace di generare personaggi originalissimi in grado di creare una fortissima identificazione con il suo pubblico il più famoso dei quali assurto a suo effettivo nome d’arte.
Ad aggiudicarsi la vittoria dell’edizione 2024 è stato il giovane Nicola Iannarelli, Per aver rappresentato, con una buona commistione di performance e scrittura, un brillante equilibrio tra comicità sperimentale e popolare.


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