Di Ascenza Mancini

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nell’ultima e, piuttosto fredda, serata del mese di Agosto, presso la Palazzina Azzurra, a S. Benedetto del Tronto, si è svolto l’incontro con il giornalista Antonio Preziosi che ha presentato il suo ultimo libro su papa Albino Luciani dal titolo “Il sorriso del papa”

L’evento si colloca nell’ultima fase di incontri organizzati dall’associazione culturale “I luoghi della scrittura” che ha animato moltissime serate estive sulla nostra riviera sambenedettese. Dopo la presentazione di Mimmo Minuto, presidente dell’associazione, e il saluto del sindaco, Antonio Spazzafumo, ha conversato con l’autore il professore Gerardo Villanacci.

Il sorriso del papa è un libro biografia di Giovanni Paolo I ma anche di Albino Luciani, che racconta la vita di quest’uomo che non voleva diventare papa e che regnò sulla cattedra di Pietro soltanto per 33 giorni. Una storia veramente straordinaria ed avvincente, molto particolare che rende questo Papa indimenticato e indimenticabile nella storia della Chiesa” sono state le parole introduttive di Antonio Preziosi. 

Parlando del suo pontificato l’autore ha messo in risalto alcuni importantissimi cambiamenti voluti dal papa del sorriso: “Ha introdotto una cesura nella storia della Chiesa attraverso una ventata di novità che traspare da alcuni gesti che sono la sua enciclica non scritta, il suo documento non codificato, quello che lui ha lasciato di concreto. È stato il primo Papa nella storia della Chiesa a prendere il doppio nome e questo è sicuramente un elemento di grande cesura nei confronti del passato. Inoltre il giorno dopo la sua elezione, si affaccia al balcone e comincia a parlare completamente a braccio, abbandonando per la prima volta il plurale maiestatico e usando la prima persona singolare. Si rivolge ai cardinali chiamandoli colleghi e nel primo discorso ufficiale, nella Cappella Sistina, dice testualmente:” Aiutate questo povero Cristo, vicario di Cristo a servire la Chiesa”. Un papa che si definisce “povero Cristo” era un altro elemento dirompente.” 

Poi il direttore del Tg2 ha raccontato quando Papa Luciani dalla finestra di S. Pietro asserì che Dio è padre anzi più ancora è madre aprendo un ragionamento sulla maternità di Dio 

 Antonio Preziosi ha anche sottolineato come queste innovazioni crearono alcune perplessità e critiche in un periodo storico, gli anni ’70, in cui l’Italia era come un pugile stordito per la vicenda di Aldo Moro, lo scandalo Lochheed, il clima gelido della guerra fredda e come l’elezione di Albino Luciani arrivò “come un raggio di sole e il suo sorriso diventò contagioso, indimenticato e indimenticabile e, attraverso la televisione, raggiunse ogni angolo del mondo”. “Il suo pontificato lascia un segno, un viatico e sarà fondamentale per Giovanni Paolo II”, ha concluso il noto giornalista.

La serata si è conclusa con alcune domande del pubblico in cui si sono approfonditi ulteriori aspetti della vita e del pontificato di papa Luciani come la sua umiltà, le caratteristiche in comune con altri papi e il suo essere vicino ai poveri