SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovo appuntamento a San Benedetto del Tronto nell’ambito della 42^ edizione della rassegna letteraria “Incontri con l’autore“, a cura dell’associazione I luoghi della scrittura e della libreria Libri ed eventi, con il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale.
Martedi 1 agosto, alle ore 21,30, al Circolo Nautico, il poeta e narratore Daniele Mencarelli presenterà il libro “Fame d’aria”. Converserà con l’autore Romina Celani.
La sua ultima raccolta poetica è “Tempo circolare” (peQuod, 2019); del 2018 è il suo romanzo d’esordio “La casa degli sguardi” (Mondadori), premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima; del 2020 “Tutto chiede salvezza”, (Mondadori), finalista al premio Strega, vincitore del premio Strega Giovani, vincitore del premio Segafredo Zanetti-un libro un film, vincitore del premio Anima per il sociale, da cui è stata tratta per Netflix la serie omonima, con la regia di Francesco Bruni, e con “Sempre tornare” (Mondadori), premio Flaiano per la narrativa, lo scrittore chiude la sua ideale trilogia autobiografica. Nell’aprile del 2022 è andata in scena al Centro Teatrale Bresciano, con la regia di Piero Maccarinelli, la sua prima opera teatrale, “Agnello di Dio“, che ora si appresta a girare i teatri d’Italia. Mencarelli collabora scrivendo di cultura e società con quotidiani e riviste.
Il libro: Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D’un tratto la frizione della sua vecchia golf lo abbandona nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi, che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant’Anna del Sannio, poche centinaia di anime, un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana.. Quando Jacopo scende dall’auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l’auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, ed è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Ad aiutare Agata nel bar c’è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all’inferno. “I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione.” Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all’altezza del cuore: il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l’umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con “Fame d’aria” Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l’amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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