CARASSAI – E’ stata inoltrata il 17 ottobre, dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), su segnalazioni di cittadini, una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi per richiamare le amministrazioni pubbliche competenti ai loro doveri di conservazione e restauro del castello di Montevarmine, tutelato fin dalla legge n. 364/190.

Situato nelle colline del Piceno, con un impianto del XIV secolo su una precedente fortificazione del IX secolo, di probabile origine longobarda, il castello, uno dei rari esempi di fattoria fortificata del Piceno e uno dei pochi nelle Marche rimasto sostanzialmente integro, fa parte del territorio comunale di Carassai, ma è di proprietà del comune di Fermo, insieme a 700 ettari di boschi e terreni agricoli e, nonostante sia meta di visitatori e turisti e rappresenti, quindi, un punto di riferimento storico per i paesi circostanti, oltre che un luogo di grande suggestione paesaggistica, vive ormai anni di progressivo e crescente degrado, a causa di crolli di parte delle coperture e di varie strutture murarie.

Sono stati coinvolti anche il Ministero della Cultura, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Marche, i comuni di Carassai e di Fermo, sono state informate in via preventiva la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno e la Procura regionale della Corte dei conti per le Marche nonché i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale poiché sussistono precisi obblighi di conservazione e restauro in capo al comune di Fermo, proprietario del bene culturale, e obblighi di vigilanza e intervento in capo agli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura. Il GrIG auspica, dunque, rapidi e risolutori interessamenti da parte delle amministrazioni pubbliche competenti, assicurando un impegno forte per la conservazione e la concreta tutela del castello di Montevarmine e del patrimonio pubblico.