SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ ufficiale, lo scrittore sambenedettese Fabio Bacà è risultato tra i finalisti del Premio Strega che, eccezionalmente e per la prima volta quest’anno nella storia del Premio, non avrà cinque, ma sette finalisti: due ex equo al quinto posto e un settimo libro che entra in virtù dell’articolo 7 del Regolamento che dice che se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro edito da un editore medio-piccolo, accede alla seconda votazione il libro ( o i libri in caso di ex equo ) con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei o più candidati.
Ecco i libri finalisti della LXXVI edizione del Premio Strega: “Spatriati” (Einaudi ) di Mario Desiati con 244 voti; “Quel maledetto Vronskj” (Rizzoli) di Claudio Piersanti con 178 voti; “Randagi” ( Bollati Boringhieri) di Marco Amerighi con 175 voti; “Niente di vero” (Einaudi) di Veronica Raimo con 169 voti , “Nova“( Adelphi) di Fabio Bacà con 168 voti; “E poi saremo salvi” (Mondadori) di Alessandra Carati con 168 voti; “Nina sull’argine“( Minimum fax, in rappresentanza di un piccolo-medio editore) di Veronica Galletta con 103 voti.
Nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto, dove vive e lavora, Fabio Bacà ha pubblicato nel 2019 con Adelphi il suo romanzo di esordio, “Benevolenza Cosmica”, vincitore del premio città di Moncalieri e del premio Severino Cesari, finalista al Premio Opera Prima, al premio The Bridge, al premio Megamark, al premio MasterCard e appena pubblicato in Francia dalla casa editrice Gallimard. Nell’ottobre del 2021, sempre con Adelphi, è uscito “Nova”.
“Nova” è la storia di un neurochirurgo di Lucca, sposato con una logopedista e con un figlio al liceo, che, per una serie di circostanze, si trova a riflettere sul suo rifiuto della violenza e se ciò sia sempre opportuno.

Lascia un commento