SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo una nota stampa diffusa dalla Caritas Diocesana di San Benedetto e da Don Gianni Croci. Nei giorni scorsi è stato reso noto il report (disponibile alla fine del nostro pezzo) sulla povertà del territorio durante la pandemia da Coronavirus nel 2020. Alla conferenza sono intervenuti Fernando Palestini, vice direttore Caritas Diocesana, il Vescovo Carlo Bresciani, Elisabetta Raffaelli, coordinatrice strutture di accoglienza Caritas Diocesana, Nedo Tiburtini, tesoriere Caritas Diocesana, Giuseppe Paci, presidente Onlus Santa Teresa d’Avila e Don Gianni Croci, direttore Caritas Diocesana.

La celebrazione del 50esimo della fondazione di Caritas italiana sta diventando anche per noi occasione per ripensare la specifica vocazione di questo organismo pastorale all’interno della Chiesa e della società.

Scriveva sorella Maria di Campello: «Si può dare il pane, è vero, ma chi riceve il pane può non averne bisogno estremo. Invece di un gesto d’affetto ha bisogno ogni cuore stanco. E ogni cuore è stanco» Ecco perchè sogniamo una Caritas, diocesana e parrocchiale, che non sia semplicemente il ‘pronto soccorso’ per le emergenze o l’ospitalità per quelli che nessuno vuole, che non sia solo il luogo dove solamente si distribuiscono viveri o vestiti, ma diventi un “laboratorio” dove la comunità cristiana, attenta a tutto l’uomo e ad ogni uomo, qui ed ora, si esercita ad avere uno sguardo come quello di Dio, capace di compassione e tenerezza; propone, con la vita, la logica della gratuità e della condivisione, offrendo a chi non se lo può permettere servizi che sanno di eccellenza; si impegna a costruire una società altra, capace di rimettere la dignità di ogni persona in un contesto in cui si fa sempre più spazio il disumano e si parla di post-umano. La presentazione del bilancio 2020 può sembrare un aspetto quasi marginale, ma in realtà è un atto necessario, in quanto abbiamo un dovere di trasparenza, nei confronti dello stato che mette a disposizione l’8xmille e della comunità cristiana cha va informata di come vengono gestite le offerte destinata alla carità.

Indicazioni sul cammino che ci attende sono state tracciate da papa Francesco nel discorso ai membri della Caritas italiana tenuto lo scorso 26 giugno 2021: “Cari amici, ricordatevi, per favore, di queste tre vie e percorretele con gioia: partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività”. E’ quanto cercheremo di fare così da essere una presenza, per quanto possibile profetica, nella Chiesa e nella società.

Infine c’è una parola che non va dimentica in questo contesto ed è la parola ‘grazie’. Dietro ai numeri e ai sondaggi, apparentemente sterili, ci sono storie di persone, segnate dalla povertà e nello stesso tempo da tante risorse che possono essere messe ancora a disposizione della comunità. Una dimostrazione è stato il laboratorio di pittura animato dal maestro Moscardelli come anche i risultati scolastici dei nostri ragazzi che si sono impegnati nello studio e l’inserimento nel mondo del lavoro di persone accolte che si sono fatte accompagnare verso l’autonomia. Ma dietro tanti dati ci sono soprattutto i nostri volontari che ogni giorno, gratuitamente e generosamente, mettono a disposizione le loro competenze nei diversi servizi. A loro va davvero un grazie grande! Come un grazie va anche alle istituzioni dove troviamo disponibilità e collaborazione.

Non ultimo il nostro grazie va ai giornalisti che ci permettono di far conoscere i bisogni del territorio e spesso ci sono davvero di aiuto: la conoscenza reale delle situazioni suscita vocazioni al volontariato e risveglia una solidarietà, a volte sopita, ma in tanti casi la pandemia ha risvegliato, come testimoniano le tante donazioni arrivate in Caritas nel corso del 2020.

Per visualizzare il report clicca qui, per visualizzare il rapporto in slide clicca qui.


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