SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’emergenza Coronavirus causa malcontento da parte della categoria dei commercianti in Riviera. Le Marche sono rientrate in zona rossa, Piceno compreso, e ciò crea disagi e problemi ai titolari di attività ed esercizi.

Ecco le parole di Davide Portelli e lo sconforto dell’associazione di commercianti Pda Shopping Center: “Dopo 365 giorni siamo nuovamente al punto di partenza. Siamo amareggiati, delusi, disorientati”.

La notizia di un ennesimo lockdown di certo non ha fatto che creare scompiglio tra i lavoratori e la chiusura dei negozi per la seconda Pasqua di fila di certo non fa che aggravare la situazione. Nelle parole del presidente dell’associazione rientrano tutti i commercianti che da un anno a questa parte oscillano tra speranza e precarietà: “Ci viene sempre detto che sarà ancora un ultimo sforzo ma oramai quello che vediamo sono sempre più attività che chiudono per non riaprire più”

Ovviamente alla chiusura delle attività commerciali, si aggancia anche l’instabilità che queste misure di restrizione recano alle famiglie, nelle quali ovviamente le spese non si arrestano come accade per il lavoro.  “Nel precedente Dpcm – continua Portelli – la mia categoria di parrucchieri e barbieri in zona rossa poteva lavorare, ora non più. Il nostro protocollo ha sempre funzionato benissimo. Si lavora su appuntamento, un operatore e un cliente, mascherine, sanificazione delle postazioni e sterilizzazione degli strumenti. Almeno, anche se poco, si poteva lavorare visto che bollette, gli affitti e i pagamenti vari continuano ad arrivare, quelli non vanno in lockdown”

La rabbia dei commercianti si scaglia contro la politica nazionale per la gestione che viene fatta della situazione da più di un anno: “La pazienza è finita, siamo stanchi di essere presi in giro. Prima si riparte e meglio è per tutti”.

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