SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota del Fai Adriatico, giunta in redazione. 

Ci stiamo avvicinando ad un anno di disagi e code infinite lungo l’A14 e recentemente lungo A7, A10 e A26 nei pressi di Genova. Dopo decine di incontri, tavoli tecnici e istituzionali, interrogazioni parlamentari e istanze di dissequestri il tratto autostradale fra Porto sant’Elpidio e Pescara si conferma il collo di bottiglia della viabilità Italiana. A pagarne le spese i cittadini, i turisti, chi opera in mobilità ma soprattutto i trasportatori.

Nella giostra dello scaricabarile fra Autostrade per l’Italia, Ministero delle Infrastrutture e Magistratura, in cui tutte le parti sembrano avere documenti (propri) e buone ragioni per rimanere nelle rispettive posizioni ovvero per simulare atteggiamenti ed iniziative virtuose, “il morto è sulla bara” come recita un proverbio.

Infatti nonostante proteste, articoli sui giornali e insulti sui social ci si limita alla rappresentazione folkloristica di un Italia praticamente rassegnata all’inefficienza e all’impunità.

E allora Fai Adriatico che coordina le Federazioni di Fai Marche, Romagna, Ferrara e Rovigo ha deciso di fare sul serio, non limitarsi a sbraitare (sport molto diffuso nel settore) e di seguire l’unico sentiero che consente di accertare le responsabilità di un danno per lo meno sotto il profilo giuridico, visto che su quello morale è inevitabile non riporre alcuna aspettativa.

Infatti la Federazione Autotrasportatori Italiani, ha dato mandato allo studio degli Avvocati Francesco e Michele Pagano, esperti nel settore trasporti, di approfondire l’analisi della questione nelle sue radici ed emettere un parere legale. Sulla base di tale parere è stata predisposta un’azione di risarcimento danni a cui possano aderire individualmente le aziende e i gli operatori interessati indipendentemente dalla propria provincia di origine. Il profilo dell’azione è riconducibile alle responsabilità contrattuali ed extracontrattuali del concessionario Autostrade per l’Italia dall’inizio dei disagi, per danno emergente e lucro cessante connessi ai ritardi, mancate consegne, costi di attesa, mancati incassi, sanzioni, disagi e stress psicofisico. La procedura consentirà di coinvolgere tutti gli altri soggetti che eventualmente abbiano concorso a causare il danno.

Se i trasportatori hanno ragione per protestare allora devono agire.

Sabato 18 luglio alle ore 11 presso la Sala Convegni del Centro Agroalimentare di San Benedetto del Tronto si terrà un incontro informativo con tutti gli operatori che vogliano aderire all’iniziativa. Per gli operatori più lontani si potrà partecipare all’incontro anche in videoconferenza contattando i seguenti recapiti (Segretario Fai Marche Celestino Cameli, Mail: segreteria@faimarche.com Mob. Telefono 3357707063).


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