RIPATRANSONE – Il 18 e 19 gennaio la Federazione Italiana della caccia e la sezione interprovinciale di Ascoli e Fermo organizzano nel territorio di Ripatransone la finale nazionale della Coppa Italia con cani da seguita su volpe.

Sorteggi effettuati presso l’albergo ristorante “I Calanchi” di Ripatransone e raduno fissato, per le due giornate di gare, alle 6 per il via alle competizioni.

Oggi hanno gareggiato singoli, coppie, mute (residenti e più vicini alla regione organizzatrice), domenica tutti gli altri. I partecipanti e gli organizzatori saranno ospiti de “I Calanchi Country Hotel&Resort” e ceneranno nel ristorante dell’hotel “La Piazzetta” con lo chef Gerardo. L’evento è curato dal direttore del report Gianluigi Marcucci.

Tuttavia la vicenda ha superato il tema meramente venatorio e, sulle due giornate, è scoppiato il classico polverone. Non è infatti mancato chi ha contestato la gara e tra questi il sindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini De Vincenzi: il primo cittadino era stato invitato alla rassegna ma ha affermato che non sarà presente alle premiazioni di domenica.

Fabrizio Bagalini, presidente della sezione comunale di San Benedetto della Federcaccia, ci tiene a precisare a Riviera Oggi: “Siamo nel periodo venatorio e si può cacciare la volpe: è tutto in termini di legge, la 157 del 1992 ribadita dalla Legge Regionale delle Marche 7 del 1995. La stagione venatoria si concluderà il 30 gennaio”.

“E’ una cosa che viene fatta sempre – continua Bagalini- in questo caso come competizione sportiva, che si svolge ogni anno in Italia e spesso qui nelle Marche grazie alla conformazione particolare del terreno collinare. Non c’è nulla di irregolare. Non c’era mai stata in Italia nessuna protesta e neanche nel nostro territorio. E’ la prima volta che scoppia questa inopportuna polemica e ci spiace ricevere messaggi d’odio e insulti per non aver fatto nulla d’illecito”.

La gara, organizzata a squadre (circa 40 le partecipanti) conta complessivamente una ottantina di iscritti. Si tratta, spiega Bagalini, “di un importante appuntamento cinofilo, oltre e più che di caccia, in quanto nella manifestazione ci sono giudici federali dell’Enci, Ente Nazionale Cinofilia Italiana. Qualcuno ha persino strumentalizzato la data di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, che si festeggia il 17 gennaio, e dispiace l’atteggiamento del sindaco Lucciarini che evidentemente non è bene informato”.

“Ribadisco il mio assoluto dissenso e il continuo attacco al mondo venatorio strumentalizzato dalla politica – conclude Bagalini – Ricordo che i cacciatori sono gli attori principali per il controllo nel territorio delle specie presenti in sovrannumero come i cinghiali e altre specie selvatiche che arrecano notevoli danni alle culture agricole: dunque in futuro si smetta di strumentalizzare la caccia e i cacciatori per fini politici”.


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