SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Forse non tutti sanno che, in Italia e in Europa è iniziata la sperimentazione, nell’ambito della telefonia mobile, di una nuova tecnologia denominata con il termine di 5G, acronimo di 5th (fifth) Generation, cioè quinta generazione. Ciò in virtù dell’attuazione, da parte del Ministero Dello Sviluppo Economico del “5G action plan” approvato dalla Comunità Europea. Le caratteristiche principali di questa nuova tecnologia, a detta dei proponenti, sarebbero brevemente riassumibili in una maggiore velocità anche in presenza di innumerevoli utenti connessi, una migliore copertura, una maggiore efficienza dei segnali e una minore latenza. Ma, come si usa dire, non è tutto oro quello che luccica”. A parlare è l’associazione Ambiente e Salute nel Piceno.

“Di per sé il termine “sperimentazione” non è tranquillizzante e non ci piace affatto e pone molte domande sulla conoscenza degli effetti collaterali sulla salute delle persone: infatti tutto ciò verrebbe ottenuto in virtù di una capillarizzazione delle antenne, da stazioni radio base fino a microcelle posizionate a soli40/50 metri l’una dall’altra. E’ di per sé illuminante quanto affermato in relazione alla sicurezza di questa tecnologia dall’Unione Internazionale delle Comunicazioni presente all’ European 5G Conference 2019 di Bruxelles: “E’ impossibile sapere qualcosa perché il Network non è attualmente in funzione”. Avviare la sperimentazione di una nuova tecnologia senza che se ne conoscano gli effetti sulla salute dei cittadini nel breve e nel lungo periodo è da folli e irresponsabili, ed è in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione per cui lo stato garantisce la salute dei cittadini, e con il principio di precauzione” continuano dall’associazione, che ha anche redatto una proposta di delibera per il consiglio comunale di San Benedetto che impedisca l’istallazione e sperimentazione del 5 G finché non sia provata la sicurezza della tecnologia per la salute delle persone.

“Numerose sono le città i cui sindaci hanno emesso un’ordinanza che vieta l’installazione e la sperimentazione del 5G fino a quando ne sarà comprovata l’ innocuità. In Europa, Bruxelles è stata la prima a vietare il 5G nella sua Regione, mentre in Italia Scanzano Jonico è stato il capo fila dei Comuni” spiegano da Ambiente e Salute. “Per queste ragioni, a tutela della nostra salute e di quella dei nostri figli, facendo appello in primis al principio di precauzione, abbiamo scritto la proposta di delibera che abbiamo protocollato in comune ed abbiamo proposto via mail al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e a tutti i componenti del Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto. Nella delibera chiediamo che il Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria, emetta un’ordinanza che vieti l’installazione e la sperimentazione del 5G nel territorio del Comune di San Benedetto del Tronto fino a quando, studi attendibili non ne dimostrino l’innocuità nei confronti della salute dei cittadini”.

Ambiente e Salute, inoltre, promuoverà una seire di incontri pubblici con ricercatori e medici per approfondire il tema. Il primo si terrà in sala consiliare a San Benedetto il prossimo 16 novembre alle 16 e 30.


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