MONTEPRANDONE – Di seguito una nota stampa di Sergio Loggi, attuale vicesindaco di Monteprandone, sul momento pre-elettorale.

 

Ho partecipato al tavolo aperto, presieduto dal segretario provinciale Terrani, con gli altri due candidati sindaci del Pd Cappella e Ruggieri, con la seria intenzione di trovare una sintesi che sbloccasse lo stallo e permettesse la creazione di un valido e concreto percorso in vista delle prossime elezioni di maggio.

Ma lo stallo persiste, e tutti i segnali vanno verso la convocazione delle primarie comunali.
Tutto ciò mi trova in totale disaccordo, poiché le primarie devono essere la conclusione di un percorso, e non il percorso stesso.

Il partito di Monteprandone da circa un anno è in una situazione di latitanza. Non si sono indette riunioni da tempo, nonostante da mesi sia io sia altri esponenti della maggioranza comunale stiamo chiedendo di aprire un confronto in vista delle amministrative. Ci siamo ritrovati, invece, alla prima assemblea convocata dopo mesi con l’immediata proposta delle primarie, senza che sia stato fatto un percorso preparatorio, programmatico e di ascolto verso i nostri possibili alleati politici e verso tutte quelle realtà civili, sociali ed associative del nostro territorio.

Ribadisco fermamente che le primarie debbano essere il punto di arrivo di un percorso partecipato, e non il percorso stesso.

E invece si sta facendo l’esatto opposto: primarie subito, senza una campagna di ascolto, senza confrontarsi con la città rispetto ai temi dello sviluppo futuro del nostro paese e anche rispetto a un giudizio sull’ottimo operato, a mio avviso, dell’amministrazione uscente.

Tutto questo, da amministratore e vice-sindaco, sempre attento e vicino alle istanze dei cittadini, mi fa percepire una forte mancanza di fiducia nei miei confronti da parte del partito.

Poiché non lo ha fatto il segretario, prendo io l’iniziativa di  aprire un confronto con le forze politiche di sinistra e progressiste a noi vicine, così come auspicato a livello nazionale anche dal neo segretario, Nicola Zingaretti, che si è affermato con circa il 70% delle preferenze, con le associazioni e con le realtà civili del territorio, allo scopo di condividere il candidato sindaco, che deve avere esperienza amministrativa e ampia capacità di aggregazione.

L’alternativa delle primarie indette senza un percorso preliminare di ascolto porterebbe inevitabilmente il Pd all’isolamento rispetto a un territorio che non capirebbe una tale scelta.


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