SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà che saremo strani. Sarà che scriviamo perché abbiamo sentito, sul “caso” Fenati, il delegato provinciale del Coni, Armando De Vincentiis, l’assessore allo Sport di San Benedetto, Pierluigi Tassotti, e pubblicato una nota della Questura di Ascoli.

Non ci risulta, ad oggi, nessuna presa di posizione ufficiale dei “tifosi Samb” in merito ad eventuali manifestazioni di protesta nel caso Romano Fenati, pilota ascolano di Moto 3, fosse stato premiato per il suo secondo posto al mondiale del 2017. Solo un chiacchiericcio da social. Certo, ci potevano essere ragioni di opportunità per evitare di assegnare un premio ad uno sportivo che nel mese di settembre è balzato alle cronache mondiali per un gestaccio tutt’altro che sportivo; ma, come ci ha detto De Vincentiis, c’era modo e modo per preparare la premiazione. Inoltre la decisione del Coni deriva dai risultati del 2017; semmai vi fossero stati dei dubbi, andavano discussi in sede nazionale prima della diffusione della notizia.

E poi è sempre bello sbattere il mostro in prima pagina.

Fenati andava premiato, a questo punto. Andava premiato a San Benedetto, mercoledì 5 dicembre, e non ad Ascoli, l’11 dicembre. Che senso ha? Davvero presunte ragioni di ordine pubblico possono arrivare ad impedire di consegnare, nella nostra città, un premio ad uno sportivo che invece lo ritirerà in altro luogo?

Consegnare il premio Coni ad Ascoli invece che a San Benedetto è un insulto all’intelligenza e alla correttezza di molti sambenedettesi.

Ma c’è di più. Dopo che alcuni giornali locali hanno abbinato la mancata consegna del premio a Fenati a presunte dimostrazioni dei “tifosi rossoblu” (a noi smentite sia da De Vincentiis che da Tassotti per non parlare della Questura), la Gazzetta dello Sport, principale quotidiano sportivo nazionale, ha raccolto la presunta notizia e ha intervistato Fenati.

Nell’articolo di Massimo Brizzi si leggono domande di questo genere: “Ma la scelta della sede San Benedetto del Tronto per darle il premio non le è parsa inopportuna?“, oppure “Ma è possibile che una rivalità calcistica sconfini in questo modo e ‘invada’ anche altri campi condizionandone le dinamiche?“. E un attacco che è tutto un programma: “Niente premio per Romano Fenati. Così hanno deciso i tifosi della Sambenedettese“.

Domande poggiate sul nulla, perché non esistono, come abbiamo già scritto, riferimenti alla rivalità calcistica che “condizionano” l’annuale giornata del Coni. Infatti ci sono tanti altri sportivi ascolani che saranno premiati il 5 dicembre, come sempre è avvenuto, nella massima tranquillità.

Invieremo questo articolo a Brizzi e alla Gazzetta nella speranza che anche il Comune di San Benedetto e l’Assessorato allo Sport facciano presente alla giornale sportivo la necessità di una pronta rettifica rispetto a quanto scritto, perché si è diffusa l’immagine di una città non accogliente come invece non è. Crediamo sia il caso che anche il Coni provinciale si faccia sentire per frenare definitivamente quella che un tempo veniva chiamata bufala e che oggi è etichettata come fake news. La sostanza non cambia.


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