SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una questione sulla selezione degli scrutatori è scoppiata a San Benedetto, con la minoranza che chiede l’adozione di un regolamento, o al limite di un codice etico scritto che garantisca un principio di rotazione e privilegi disoccupati e giovani nell’accesso alla mansione nei seggi in occasione delle votazioni.

174 SCRUTATORI SELEZIONATI PER IL 4 MARZO. Procediamo per gradi. A San Benedetto, come in ogni città, c’è una commissione elettorale che nomina gli scrutatori, circa quattro per ogni seggio (esclusi presidenti e segretari che vengono nominati dalla Corte d’Appello) in occasione di ogni votazione: dalle amministrative alle politiche passando per i referendum. Attualmente la commissione, che in settimana ha nominato i 174 scrutatori sambenedettesi in vista del 4 marzo, è composta dal sindaco Piunti, da due consiglieri in quota alla maggioranza (Brunilde Crescenzi e Antonella Croci) e da Tonino Capriotti (Pd) per l’opposizione. E in vista delle politiche Piunti ha nominato, come impone la legge, 17 scrutatori; la maggioranza ne ha nominati 99 e 58 sono quelli nominati dalle opposizioni consiliari.

UNA MOZIONE PER STILARE UN REGOLAMENTO. Attorno ai criteri di selezione, però, è in ballo una polemica. Da qualche mese, anzi da quasi un anno, Andrea Sanguigni (Ripartiamo da Zero) chiede che la commissione elettorale adotti un regolamento “o perlomeno si doti un codice etico scritto da pubblicare sul sito del comune” aggiunge lo stesso consigliere. Già nell’aprile scorso, infatti, lo stesso consigliere presentò alla riunione della commissione Affari Generali una mozione, poi bocciata, che prevedeva l’introduzione di un principio di rotazione nella scelta “in modo da evitare che nei seggi ci siano sempre le stesse persone”. Contestualmente, visto che fare lo scrutatore “frutta” gettoni di presenza che possono andare dai 150 euro fino ai 250 (dipende se si vota in un giorno o due) Sanguigni chiedeva anche l’introduzione di alcuni criteri che privilegiassero, nella selezione, i disoccupati.

I DATI DELLE ULTIME 11 TORNATE ELETTORALI. LA MINORANZA: “SEMPRE LA STESSA GENTE”. L’istanza il consigliere l’ha portata anche nella recente riunione (di lunedì scorso) della commissione elettorale che però ha comunque proceduto alle operazioni seguendo il codice etico interno, che ha comunque alcune regole (per esempio si evita di chiamare scrutatori che appartengono allo stesso nucleo familiare) ma che non prevede criteri precisi, e soprattutto scritti, come vorrebbe la mozione di Sanguigni, che oggi dice: “Ci sono sempre le stese persone nei seggi e guardando i dati delle ultime 11 tornate elettorali a San Benedetto c’è gente che svolge da anni questa mansione” chiosa il politico che li chiama a un certo punto “scrutatori seriali”. Guardando infatti i numeri tirati fuori dal consigliere si nota che fra i 174 scrutatori scelti per il 4 marzo ci sono, ad esempio, 6 persone che lo faranno per l’ottava volta su 11, altre 12 per la settima e c’è addirittura una persona che non ne ha persa neppure una di votazione, andando a fare la scrutatrice 11 volte nelle ultime 11 consultazioni.

LA MOZIONE FINIRA’ IN CONSIGLIO? “C’è bisogno di un regolamento o per lo meno di un codice etico che recepisca queste proposte” chiosano oggi dalla minoranza. Sì, perché nel frattempo a Sanguigni si sono uniti anche altri consiglieri di opposizione come Domenico Pellei, Marco Curzi, Giorgio De Vecchis, tutto il gruppo Pd (Tonino Capriotti, Di Francesco e Morganti) oltre a Flavia Mandrelli. Alcuni di questi, oggi, hanno indetto una conferenza stampa per annunciare l’intenzione di portare la mozione in consiglio comunale, in modo da vagliare direttamente in assise la disponibilità del centrodestra a appoggiare la risoluzione. Nel frattempo i consiglieri chiedono anche maggiore pubblicità del percorso che un aspirante scrutatore deve fare, a partire dall’iscrizione nell’apposito albo. “In molti, anche quelli iscritti all’albo, non sanno che la nomina non è a chiamata e che per fare gli scrutatori bisogna proporsi ai membri della commissione” ricorda lo stesso Sanguigni.

 

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