SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ morto il 30 gennaio un grande personaggio del calcio italiano e mondiale.

Ad 84 anni si è spento Azeglio Vicini. Dagli anni 50 fino al 1966 è stato giocatore di Vicenza, Sampdoria e Brescia. L’anno dopo iniziò ad allenare le rondinelle.

Negli anni successivi il balzo in Nazionale. Prima l’under 23, poi l’under 21 e la prima squadra. All’allenatore romagnolo, di Cesena, sono legati i Mondiali di Italia 90. Una squadra di talentuosi calciatori, cresciuti dallo stesso Ct, che si piazzò al terzo posto arrendendosi in semifinale ai rigori all’Argentina di Maradona, poi sconfitta in finale dalla Germania Ovest.

Dopo la Nazionale Italiana allenò Cesena e Udinese. Un mister, e soprattutto uomo, molto stimato. Con lui è cresciuta una generazioni di campioni: da Baggio a Vialli, passando per Maldini, Mancini, Donadoni e Giannini. Ma la lista è lunga.

San Benedetto ha avuto la fortuna di ospitare nel 1985 la partita finale degli azzurrini allenati da Vicini nella fase eliminatoria che portava agli europei under 21 1986. Era il 18 dicembre, avversario il Belgio. Fu la prima partita ‘azzurra’ ospitata dallo stadio “Riviera delle Palme”, nato da poco. Il match terminò tre a zero con le reti di Vialli, Francini e Baldieri.

Under 21. Italia-Belgio 3-0, giocata il 18 dicembre 1985 a San Benedetto del Tronto. In panchina il Ct Azeglio Vicini (canale sp1873)

‘La Repubblica’ intitolò ‘Vialli fa grande l’Under 21’ e raccontò così la gara: “Vialli, Francini, Baldieri, tre gol e potevano essere di più. L’Italia ha chiuso la fase eliminatoria dell’ Europeo under 21 con un 3-0 al Belgio. Era già qualificata, in pratica. In una fredda serata di novembre, dopo la rissa poco amichevole di Cosenza con la Spagna, era arrivata un’ inattesa notizia: Lussemburgo-Belgio 3-1. A quel punto, era fatta. Solo una formalità l’ incontro di San Benedetto, bastava non perdere con cinque gol di scarto. A Vicini mancavano molti titolari: Calisti, Carannante, Ferri, Iachini, tutti infortunati, come Borgonovo, che era stato convocato. Tre punte, come al solito negli ultimi tempi: Vialli e Mancini alle ali, Baldieri al centro. Dietro, squadra adattata con Pioli, Baroni e Francini, tre difensori eclettici. Ha giocato benissimo Vialli, di gran lunga il migliore in campo. Ha sfondato ripetutamente sulla destra oppure si è accentrato lasciando varchi per gli altri. E dalla destra sono nati i primi due gol, in due minuti. Nella prima mezzora c’ era stato poco o nulla: un tiro altissimo di Baldieri, uno centrale di Mancini. Al 34′ l’ 1-0: De Napoli a Mancini, cross a spiovere, Verlinden molto incerto riusciva solo ad ostacolare Kimoni, Vialli realizzava di testa. Al 36′ il raddoppio, splendido: Giannini lanciava De Napoli, Francini infilava in tuffo di testa. De Napoli attivissimo, Progna molto bravo negli sganciamenti, Giannini essenziale. Ma il Belgio, nel primo tempo, è sembrato davvero poca cosa. Ha avuto una sola occasione: al 41′ rovesciata di Vervoorts (dopo calcio d’ angolo) a due passi dalla porta, Giannini salvava sulla linea. Nella ripresa un cambio: dentro Comi, fuori Mancini che si era visto poco. Vialli continuava a suggerire alla grande, ma il terzo gol, nonostante una lunga sequela di occasioni, tardava ad arrivare. Al 47′ Baldieri alto di testa da due passi; al 59′ Pioli fuori; al 74′ ancora Baldieri si mangiava un gol; un minuto dopo, Verinden parava un tiro del pisano da cinque o sei metri; al 77′ , il portiere belga respingeva in tuffo un tiro di Matteoli dal limite; all’ 83′ Comi si alzava bene, ma mandava fori di testa da posizione favorevole. Poi ecco il 3-0, a tre minuti dalla fine: Progna era bravissimo ed altruista, sull’ uscita del portiere alzava un pallonetto per Baldieri, che arrivava in corsa sulla destra e non aveva difficoltà a segnare da pochi passi. Erano già qualificate in sette per i quarti di finale, mancava solo l’ Italia”.

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