SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Già dall’inizio di questa stagione si è proposto come uno dei migliori (se non il migliore) fra i giovani centrocampisti della Samb. Ieri poi, dopo la partita contro il Santarcangelo, possiamo dire che la sua stella si è candidata a entrare nel firmamento delle giovani promesse sfornate dalla Samb e destinate, forse, a un futuro nel grande calcio. Quella penetrazione in area, forte, determinata e quel sinistro che solo un “matto” può pensare di mettere sotto l’incrocio proprio lì, sul palo presidiato dal portiere, rappresentano il manifesto definitivo di un calciatore. O meglio, di quello che potrebbe essere.

Se non l’avete ancora capito stiamo parlando di Andrea Vallocchia, il giovane reatino classe 1997 che stupisce giorno per giorno tutti gli appassionati rossoblu. Utilizzato a singhiozzo durante la gestione Palladini (che l’ha comunque sempre coinvolto e fatto crescere), Vallocchia ha iniziato a vedere un po’ di più il campo durante la seconda parte della scorsa stagione con Stefano Sanderra, che l’ha iniziato a proporre come interno di centrocampo, intuendo che quella poteva essere la strada del futuro per Andrea. Lo scorso anno un super gol al Gubbio a fine gennaio e la sensazione a fine campionato, ancora abbozzata, che forse, in fondo, questo ragazzo sarebbe potuto crescere. E molto.

Quest’estate la svolta, si ripresenta ai primi appuntamenti con la maglia della Samb (che infatti gli fa firmare un contratto “da grande”) con piglio diverso e una diversa forza fisica, frutto di lavoro ma anche di fisiologica maturazione per quello che resta un ragazzino. Un ragazzino senza paura di portare palla e dribblare. Le sue doti più naturali. Il resto è merito del coraggio di Francesco Moriero, che non solo gli ha dato fiducia, ma l’ha schierato titolare assieme ad altri due “scolaretti” come lui in campi e partite pesanti. Segno incontrovertibile che a casa “Moriero & Fedeli” il seme del talento, quello giovane, può crescere.

L’avventura di Andrea Vallocchia con la Samb ha però un’origine e va ricercata in un caldo pomeriggio di oltre due anni fa. E’ il 12 agosto 2015 e a Cascia la Samb di Loris Beoni è impegnata nella prima uscita assoluta dell’era Fedeli. Dinanzi ai rossoblu la compagine pugliese del Monopoli, che divide con i “nostri” il ritiro nel paradiso umbro.  La redazione di Riviera Oggi (in foto) quel giorno si reca a Cascia, al seguito, come tanti tifosi, della “nuova” Samb pronta ad affrontare il campionato di Serie D 2015/2016.

Insieme a Sorrentino, Salvatori, Sabatino, Pezzotti, Casavecchia e tanti altri nomi, molti provenienti da Rieti, che tutti avremmo imparato presto a conoscere, nel secondo tempo scende in campo un ragazzo appena 18enne. Del suo spezzone di partita (persa 1 a 0 contro i pugliesi per la cronaca) scrivemmo così: “In campo nel secondo tempo Andrea Vallocchia, un giovane dai capelli rossi di appena 18 anni. Si fa notare subito per l’intraprendenza e per il piglio con cui va su tutti i palloni. Scopriamo, per parola di Franco Fedeli, che il ragazzo è in prova ma arriverà alla Samb soltanto se il Benevento, proprietario del cartellino, lo cederà definitivamente. Il ragazzo ha fatto parte l’anno passato dell’under 18 di Lega Pro.” CLICCA QUI PER L’ARTICOLO DI QUEL GIORNO.

Nella foto in GALLERY e qui sotto, la redazione “sportiva” di Riviera Oggi “appollaiata” su una collina del campo di Cascia quel 12 agosto. Con noi Franco Fedeli con cui parlammo, fra le altre cose, proprio di Vallocchia. 

Nazzareno Perotti, Carlo Fazzini e, dietro, un Franco Fedeli quasi in posa

 

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