SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualche novità, più o meno, nella saga sui dehors, gli spazi aperitivo dei bar e ristoranti sambenedettesi che necessitano di un nuovo regolamento comunale. La situazione è abbastanza statica dallo scorso aprile, quando la Soprintendenza ha inviato una lettera al Comune chiedendo il nuovo regolamento entro maggio. La questione ha poi risentito anche del nodo legato alla sfiducia a Bruno Gabrielli forse, visto che l’ex presidente del Consiglio, aveva in qualche modo “commissariato” la questione curando in prima persona i rapporti con Ancona ed esponendosi più volte sul tema. I fatti della primavera, poi, hanno sicuramente tolto un interlocutore dal tavolo.

Lo stallo è però perdurato quasi per tutta l’estate, quando un incontro interlocutorio fra i funzionari di Ancona e l’Amministrazione c’è stato, ma se ne attendeva un altro per la fine della stagione calda. Il meeting non è avvenuto e la Soprintendenza ha di nuovo optato per una linea di comunicazione meno diretta. Ieri infatti è stata recapitata al Comune un e-mail in cui, sostanzialmente, si chiede di accelerare sul fronte “dehors”. Gli uffici, in ogni caso, da qualche tempo hanno pronta una bozza e in questi giorni (o ore) il Sindaco avrà un incontro con i dirigenti incaricati. L’obiettivo? Quello di poter stilare un programma di redazione delle nuove regole, comprensivo dei passaggi in commissione e in Consiglio Comunale da poter presentare ad Ancona.

Il contenuto del regolamento dovrebbe presentare, poi, le solite peculiarità. Il nucleo della questione, quasi il vulnus per le irregolarità che si sono via via presentate in questi anni alla luce di un testo, l’attuale, poco chiaro e produttore di singolari interpretazioni, è sempre quello. E ruota attorno ai “famosi” 20 cm fra le pareti e il tetto delle strutture all’aperto. La possibilità di chiudere questi spazi all’occorrenza (data dalla poca chiarezza delle regole in vigore) ha permesso infatti la creazione di vere e proprie “stanze” all’esterno di taluni locali, proprio l’aspetto che contesta Ancona.

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