ACQUAVIVA PICENA – Grande serata culturale, quella del 2 agosto, nell’affascinante Fortezza di Acquaviva Picena.

E’ andato in scena, nella suggestiva location, “Sciuscià e altre storie”: uno spettacolo in omaggio al grande compositore Alessandro Cicognini, al cinema del neorealismo che il compositore Davide Cavuti ha scritto e che ha visto come protagonista il bravissimo Michele Placido. Evento a cura di Seventeen EventiAssociazione 17 Festival con il patrocinio del Comune di Acquaviva Picena.

Una serata dedicata al cinema e all’amore: nella prima parte le musiche di film diretti da Vittorio De Sica quali “Sciuscià” e “Ladri di Biciclette” e poi ancora con “Guardie e Ladri” film di Steno-Monicelli: le musiche composte dal Maestro Alessandro Cicognini (1906-1995) compositore abruzzese vissuto in Abruzzo, a Francavilla al Mare, dove è sorto il “Centro Studi Nazionale Cicognini” (“Cresnac”) attivo nell’opera di promozione e divulgazione delle opere di questo grande personaggio del mondo del cinema e che restituisce al grande pubblico le opere di questo Artista da molti dimenticato. Dopo aver composto oltre 300 colonne sonore, Alessandro Cicognini cadde nell’oblio uscendo dal mondo del cinema a fine anni sessanta e gettando addirittura tutte le sue partiture nel fiume Aniene.

Nella seconda parte dello spettacolo è stato dato spazio ai brani dedicati all’amore con l’interpretazione affidata sempre all’attore e regista Michele Placido. Le musiche sono state eseguite da musicisti di grande livello guidati dal Maestro Davide Cavuti. Applausi scroscianti da parte della numerosa platea accorsa alla Fortezza di Acquaviva.

Prima di “Sciuscià e altre storie”, è andato in scena lo spettacolo dell’associazione di Monteprandone ‘C’era una volta Asd’ (a cura di Clelia Spotorno e Linda Quinzi): i giovanissimi protagonisti hanno portato sul palco “I sogni ti cambiano”, tematica dedicata al bullismo e per combatterlo, in maniera romantica e dolce.

LA TRAMA A scuola una bimba viene esclusa dal gioco e presa in giro perché ha i vestiti sporchi e strappati. Chi l’ha esclusa successivamente sogna un mondo fantastico con dei bimbi speciali: la bambina di burro, la bambina di ferro, di pane e i ragazzi di fuoco. Tutti apparentemente non possono giocare con gli altri bimbi di ‘carne ed ossa’ ma si trova sempre un modo per giocare e stare bene insieme. La bambina di burro si scioglie allora i bimbi le costruiscono un riparo per non farla sciogliere, la bimba di ferro non si muove in maniera agile ma suona quando cammina e allora tutti le danzano intorno al suono della sua musica.

“Tutto questo per dire – affermano Linda Quinzi e Clelia Spotorno – che si può inventare un gioco senza avere bisogno di vestiti firmati e magliette all’ultima moda, ai giochi importa solo del tuo cuore e allora quando ci troviamo di fronte ad una scelta dobbiamo scegliere, pensare ed amare solo partendo dal cuore”.

Soddisfatte le organizzatrici: “Abbiamo portato sul palco il lavoro di due mesi che hanno costituito una sorta di proseguo di tutto l’anno. ‘Il metto in scena’ è la parte più vista di noi ma dietro c’è anche altro: ci sono ‘training motori’ per consolidare quello che diciamo e i messaggi che vogliamo trasmettere ai ragazzi e in più ci sono i laboratori musico-emozionali che aiutano i ragazzi a scegliere in maniera più profonda e senza influenze esterne la parte da interpretare – dichiarano Linda Quinzi e Clelia Spotorno – La scelta del personaggio è un momento di crescita perché oltre ad essere fatta in libertà da tutti (e non imposta) permette, attraverso la catarsi, di liberarsi di blocchi e paure e aiuta lo sviluppo psicofisico ed emotivo. La crescita è evidente subito soprattutto dal punto di vista della crescita dell’autostima. Inoltre l’impegno che tutti mettono nella realizzazione dello spettacolo è direttamente proporzionale alla crescita dell’autostima”.

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