SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio del 21 febbraio la Picenambiente ha svelato il suo piano industriale ai membri della Commissione consiliare Lavori Pubblici e Ambiente. Tra le novità più succose dei files dell’Ad Leonardo Collina, che ha in qualche modo edotto i consiglieri sambenedettesi sulle strategie aziendali della partecipata, anche un progetto d’investimento da 30 milioni pensato in tandem con Ascoli Servizi, assieme alla quale PicenAmbiente controlla in pratica la totalità della gestione rifiuti della provincia.

INVESTIMENTI E PIANO D’AMBITO. Investimenti milionari, innovazione, nuovi impianti, tecnologie e obiettivi ambiziosi come il raggiungimento dell’autosufficienza nella gestione dei rifiuti (si è parlato del 96%). Fantastico. Tutti a casa col sorriso stampato sulle labbra dunque? Non proprio, o almeno non tutti. Già perché il piano di investimenti pensato dai due gestori piceni è vincolato all’accettazione da parte dell’Ata (Autorità Territoriale d’Ambito, che non è altro che l’assemblea dei sindaci della provincia n.d.r), ente creato dal Codice per l’Ambiente (decreto legislativo 152 del 2006) che impone alla stessa Ata la redazione di un “Piano d’Ambito”(all’articolo 203) che definisca nel dettaglio il piano di interventi in materia rifiuti, un dettaglio questo che impedisce ai gestori libertà di azione e programmazione infrastrutturale sostanzialmente.

TUTTI CONTENTI? NON PROPRIO. E proprio su questa dinamica spinge, fra i consiglieri, Giorgio De Vecchis che in commissione arriva a minacciare la class action. “Ai cittadini sambenedettesi è stato sempre detto che al virtuosismo nella raccolta differenziata sarebbero seguite meno tasse” esordisce il politico rivolgendosi all’Ad Collina, “ma negli ultimi anni la Tari è sempre aumentata, se questi investimenti di cui parlate li avessimo fatti prima ci saremmo risparmiati questi costi?” chiede De Vecchis all’Ad.

DE VECCHIS: “CHIEDEREI I DANNI AI SINDACI PER L’AUMENTO DELLE TASSE”. L’amministratore non fa a tempo a rispondere argomentando come “rispetto ai trend nazionali e locali San Benedetto ha contenuto gli aumenti”, che il consigliere torna alla carica: “Tutti gli aumenti di costi di questi anni (es. per il conferimento fuori regione n.d.r.) sono stati girati sulle casse del Comune e da lì alle nostre tasse e se adesso noi vi girassimo anche i danni con una class action?” domanda con “qualche” vena provocatoria De Vecchis che poi allarga il tiro all’Ata, probabilmente il vero target del j’accuse: “Se come dite mancano le autorizzazioni e il piano d’ambito per investire perché l’Ata ancora non l’ha redatto, allora io proporrei una class action per chiedere i danni a ogni singolo sindaco piceno per le tasse che i sambenedettesi hanno pagato in più in questi anni” chiude il Consigliere.

 

 

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