ANCONA – Per curare i disturbi legati all’alimentazione è necessario in alcuni casi il ricovero in riabilitazione, per questo la Giunta regionale è intervenuta aggiungendo un’integrazione alle linee di indirizzo per la realizzazione di una rete integrata di servizi per prevenzione e cura della problematica legata al comportamento alimentare. Il trattamento ospedaliero riabilitativo intensivo, nella struttura pubblica o privata accreditata che sarà indicata dall’Asur su incarico dell’esecutivo, è necessario quando i pazienti in cura non hanno risposto al trattamento ambulatoriale, sono a rischio fisico e psichiatrico e con difficoltà psicosociali e non sono ancora adeguati per un nuovo inserimento presso una struttura riabilitativa territoriale di lungo periodo.

La struttura dovrà fornire al paziente un programma che integri la riabilitazione nutrizionale, fisica, psicologica e psichiatrica per un tipo di intervento che va praticato preferibilmente in una unità aperta così da permettere visite e uscite giornaliere ai pazienti in condizioni mediche stabili. L’unità che si individuerà, infatti, avrà il vantaggio di esporre i pazienti ad un ampio numero di stimoli ambientali che possono contribuire al superamento del disturbo dell’alimentazione, ridurre il deterioramento dopo la dimissione e limitare la dipendenza dei pazienti nei confronti della struttura.

Per un’assistenza ottimale, la struttura ospedaliera dovrà essere dotata di un’equipe multidisciplinare costituita da psichiatri, psicologi, internisti, nutrizionisti, endocrinologi, dietisti, fisioterapisti, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri ed operatori socio culturali. Alla base del trattamento, lo sviluppo di una relazione terapeutica collaborativa e la responsabilità del paziente nel cambiamento comportamentale.

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