GROTTAMMARE – Il cielo azzurro, la temperatura mite, il sole splendente al punto giusto: quando incontriamo Antonella Palmisano al Bistrot Kursaal il clima è ideale per una gara di marcia. “E il lungomare di Grottammare è perfetto – aggiunge la marciatrice, a Rio quarta classificata nella 20 km – Ho disputato la prima gara qui nel 2006, vincendo il mio secondo titolo italiano su strada, e da lì non ho mai smesso di venirci”.

L’atleta in forza alle Fiamme Gialle è stata scelta come madrina del 45° Trofeo Serafino Orlini, la competizione di marcia più antica d’Italia a cui la stessa Campionessa ha più volte partecipato insieme al suo fidanzato marciatore Lorenzo Dessi: “Ormai è una tappa importante, a cui puntano sia le società che gli atleti, dato che è valevole come Campionato italiano su strada. Poi è a fine stagione, quindi pone le premesse per l’anno successivo. Insomma, una gara da non perdere” – commenta l’azzurra. E, a proposito del fidanzato, tutta Italia si chiede se abbia raccolto l’appello fatto da Antonella Palmisano a Rio: “Mi ha chiesto di sposarlo in aeroporto, al mio rientro dal Brasile. Non pensavo che mi avrebbe fatto la proposta così presto. Convoleremo a nozze tra due anni e, chissà, magari proprio a Grottammare”.

Il quarto posto olimpico rappresenta per la venticinquenne tarantina il punto di inizio per arrivare ancora più in alto, ma anche il traguardo di una carriera già brillante: diciassette titoli italiani, di cui quattro assoluti e tredici giovanili; tre record italiani giovanili, oro individuale e bronzo a squadre nella Coppa del Mondo juniores di Chihuahua (Messico) nel 2010; argento agli Europei juniores di Novi Sad (Serbia) nel 2009 e nello stesso anno bronzo nella Coppa Europa juniores a Metz (Francia); argento agli Europei Under 23 di Ostrava (Repubblica Ceca) nel 2011 e bronzo a quelli di Tampere (Finlandia) nel 2013.

Antonella, come hai iniziato con la marcia?

“Più di dieci anni fa ho partecipato a una gara di corsa campestre e quello che poi sarebbe diventato il mio primo allenatore, Tommaso Gentile, mi ha vista. Ho accettato l’invito di iniziare ad allenarmi con lui all’Atletica Don Milani e per un periodo ho portato avanti due sport: la pallavolo, che già facevo, e la corsa. Alla fine ho lasciato la pallavolo e nel 2006, dopo aver vinto il mio primo titolo italiano nella marcia, ho scelto definitivamente di passare a questa disciplina”.

Qual è stato il momento più bello della tua carriera?

“L’oro nella Coppa del Mondo juniores di Chihuahua (Messico) nel 2010. Avevo già vinto in Italia e raggiunto buone posizioni in ambito europeo, ma non avevo mai tagliato il traguardo per prima in una gara così importante. E’ stata una grande emozione, nemmeno ci credevo. Se ci penso ho ancora i brividi”.

Sei soddisfatta del quarto posto a Rio?

“Io e il mio attuale allenatore Patrizio Parcesepe avevamo un obiettivo: rientrare tra le prime quindici. Purtroppo ho avuto un anno difficile a causa di un infortunio e non ho potuto prepararmi al meglio: ho marciato poco, mi sono allenata più che altro con corsa e bici. Invece è arrivato il quarto posto, non ce lo aspettavamo. Sono stata fortunata perché il clima era caldo, quindi a me congeniale, e la gara è stata impostata a un ritmo basso, che riuscivo a reggere. Ho provato a stare in testa per un po’, ma ho sentito che mi mancava qualcosa. Va benissimo così, anche se ho un po’ di amaro in bocca per essere arrivata a soli 19 centesimi dal podio. Però per come è stata la stagione sono contenta”.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

“Ho deciso di non partecipare al Trofeo Serafino Orlini per non affaticarmi ulteriormente con una 20 km prima di riprendere la preparazione, venendo da un infortunio. Il prossimo anno punto alla Coppa Europa e ai Mondiali di Londra ad agosto”.

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